Il Tirreno

Manubri, pesi e bilancieri: padre e figlio insieme in pedana a caccia di trofei

Michele Falorni
Manubri, pesi e bilancieri: padre e figlio insieme in pedana a caccia di trofei

La storia di Mauro e Carmine Tosa, campioni di culturismo: 4 allenamenti alla settimana, un trionfo insieme a Viareggio 

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LA STORIA

Michele Falorni

Padre e figlio. A unirli sono manubri e pesi, bilancieri e panche, perché la passione comune è una: il culturismo. Mauro e Carmine Tosa si allenano e vincono insieme, anche se la differenza di età – come in ogni famiglia – offre prospettive diverse, ma comunque interessanti. Mauro è titolare della palestra Personal Trainer a Cecina e di muscoli e intense sedute di allenamento conosce tutto. Carmine, 16 anni, ha scoperto da due cosa significhi passare ore tra gli attrezzi per scolpire il proprio corpo e vincere le gare.

Il problema, non certo generazionale, è la ricerca della forma perfetta per presentarsi in pedana e sfilare il voto più alto ai giudici. A Viareggio, nei giorni scorsi, Carmine ha gareggiato nella categoria Juniores per la Fiba, una delle federazioni più note. E’ arrivato primo, non senza faticare di fronte agli avversari che con lui sono saliti sul palco ad esibirsi. Ha frequentato la seconda classe dell’istituto alberghiero a Rosignano e, senza perdere un secondo, appena è suonata l’ultima campanella ha riaperto la tabella degli allenamenti ricominciando subito a lavorare. “Mi alleno quattro volte alla settimana, senza interrompere mai. Estate e inverno, sempre rispettando il regime alimentare, base della nostra attività.

Da grande? Vorrei divenire nutrizionista studiando all’università di Pisa. Sono contento del risultato, perché non mi aspettavo di piazzarmi in prima posizione. Pratico dal 2017, ma già l’anno scorso sono salito sul primo gradino del podio agli Juniores di Carrara. Categoria con la quale mi misurerò ancora nella primavera del 2020, sempre nel circuito Gran Prix”.

A Viareggio, pure il padre Mauro ha festeggiato, perché alla fine di una competizione tirata è arrivato secondo tra i medio-massimi. Lo stesso posto strappato agli italiani ospitati al parco giochi Cavallino Matto di Donoratico e promossi dalla federazione Nabba. Insomma, il mondo dei Gran Prix ha sorriso a padre e figlio, che orgogliosi hanno chiuso in bacheca coppe e medaglie, dimostrando come la passione sia spesso un aspetto genetico che porta i ragazzi, con entusiasmo e non solo per spirito di competizione, a misurarsi con i propri genitori. Il caso della famiglia Tosa, e della loro palestra in via dei Parmigiani a Cecina, ne è la piacevole conferma.

Al posto della rivalità hanno preferito il dialogo, perché l’obiettivo è divertirsi e migliorarsi. La carta d’identità di entrambi, in questo piacevole caso, conta niente, in quanto l’entusiasmo e l’esperienza procedono di pari passo un pomeriggio dietro l’altro. Come tutti gli sport, pure il culturismo si evolve. E i Tosa non vedono l’ora di imparare nuovi esercizi e pose da perfezionare. —



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