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Sconfitta numero 16 per il Cecina, ora serve un miracolo

Michele Falorni
Sconfitta numero 16 per il Cecina, ora serve un miracolo

Battuti con un gol di scarto. E intanto oggi ci potrebbe essere una svolta per la società nell’incontro in Comune

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CECINA. La maledizione dell’uno a zero. Non siamo ancora ai titoli di coda del film visto quest’anno, ma domenica a San Miniato il Cecina ha perso un’altra volta con un solo gol di scarto, inanellando la sconfitta consecutiva numero 16 e avvicinandosi sempre più alla retrocessione diretta. Il paradosso è questo: la cornice sono le vicende societarie che oggi pomeriggio potrebbero segnare una svolta con la riunione in Comune, mentre il quadro è la formazione composta da ragazzi di vent’anni che in campo si impegnano, ma tra decisioni arbitrali da rivedere e poca esperienza non concretizzano. L’ultimo posto in classifica si spiega così. . Alla fine della stagione regolare rimangono cinque giornate, dove servirebbe un miracolo per risalire dai bassifondi e ritagliarsi una posizione almeno nella griglia playout. Un’impresa titanica, che mister Tiziano Di Tonno e la sua pattuglia tenteranno fino al momento in cui il verdetto ufficiale e la matematica non li condanneranno. Giusto così, perché in mezzo ai problemi del sodalizio non rimane che onorare la casacca e dimostrare a tutti che l’età non è il solo requisito per disputare il girone A del torneo regionale. Siccome non c’è più niente da perdere, tanto vale presentarsi sul prato evitando inutili pressioni e affrontando chiunque si presenti senza patemi d’animo.

«Il rigore non c’era – dice il centrocampista Federico Biondi, uno dei punti di riferimento della rosa rossoblù – perché Lawrance Sarkodie nel contatto in area ha calciato il pallone e non l’avversario. Siamo rimasti senza parole al momento in cui l’arbitro ha fischiato indicando il dischetto. Era fallo a favore nostro. Certo, abbiamo reagito e con il passare dei minuti non ci sono mancate le occasioni per firmare il pari, ma sottoporta non siamo riusciti a segnare. Sono sincero: giochiamo meglio di tante squadre incontrate dall’inizio del campionato, e la conferma viene dalla nostra capacità di costruire. Diamo sempre il massimo, ma non basta, sebbene il gruppo sia solido e lavori con impegno un giorno dopo l’altro».Oggi ricomincia un’altra settimana. Domenica 17, al Santa Lucia di Venturina, sbarcherà il Piombino. Sarà derby tra due società ancora in lotta per la salvezza. Mai come questa volta, conterà più l’orgoglio personale dei punti. —

Michele Falorni

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