Juna è in A1, la fatina volante approda alla massima serie
La ginnasta cresciuta nella società di Rosignano è tesserata nella Raffaello Motto di Viareggio: il 15 dicembre l’exploit nella finale nazionale di serie A a Sansepolcro
È uno scricciolo di 13 anni, la fatina volante Juna Campomagnani. Entusiasta la sua insegnante Claudia Messina: «Juna è un pezzettino di noi - dice - che spicca il volo dalla Ginnastica Rosignano per rincorrere il suo sogno di solcare le pedane più importanti della ritmica nazionale. Classe 2005, ci viene richiesta dalla società Raffaello Motto di Viareggio per la quale adesso è tesserata e a settembre 2017, appena 12enne, decide di trasferirsi da sola a Viareggio per rincorrere il suo sogno. A sostenerla due genitori impagabili e una nonna decisa e accanita fan. Per me, per le mie ginnaste e per tutti noi, un esempio da ammirare e seguire». Orgoglio e soddisfazione. «Per la Ginnastica Rosignano, per me e per il mio staff - dice ancora Claudia Messina - la quarta stella che scopriamo, cresciamo e poi regaliamo, fieri del nostro ruolo, alla ritmica italiana». Prima di Juna, da Rosignano hanno spiccato il volo verso la serie A Francesca Mannucci, nella società Petrarca Arezzo, e Virginia Virgili e Ilaria Barsacchi, entrambe nell’Etruria Prato.
Il 15 dicembre, nella finale del campionato nazionale di ginnastica ritmica di serie A svoltosi a Sansepolcro, Juna Campomagnani è scesa in pedana con il suo corpo libero strepitoso, ottenendo il 3° posto di squadra e l'ammissione nella massima serie per il 2019: la A1. Dalla Ginnastica Rosignano un applauso che viene dal cuore, «alla Motto per lo splendido campionato e a Juna che ha fatto vivere un po' anche a noi questa pedana così importante». Un riconoscimento a Juna arriva anche dalla Ginnastica Ritmica Toscana, per aver dimostrato «di avere il carattere giusto per affrontare la pedana di serie A anche in una condizione turbata da un imprevisto che ha fatto saltare l'ordine di uscita. Ottima reazione e brillante risultato per la ginnasta ex Rosignano che a Viareggio ha trovato grandi opportunità». —
(Per un errore la fotografia è stata attribuita in un primo momento al fotografo Massimo Pompilii. Ci scusiamo con l'autore, Alessandro Squassoni, e con i lettori).
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