Il presidio
«Serve una squadra unica per l’intero comune»
Franchi dopo la polemica sulla gestione dello stadio: basta scontri anacronistici L’assessora Montagnani: «In un anno di incontri mai fatta alcuna promessa»
ROSIGNANO. «È necessario lavorare a un progetto unitario che possa portare a una squadra unica per tutto il territorio». Il sindaco Alessandro Franchi non usa mezzi termini per commentare le vicende che negli ultimi giorni hanno visto al centro del contendere lo stadio Solvay. E, riferendosi alle varie società calcistiche che animano la scena locale, usa il paragone dei capponi di Renzo, quelli che pur nella disperazione continuavano a beccarsi fra di loro. «La settimana prossima, al tavolo con le società sportive ci sarò anche io - sottolinea Franchi - per ribadire che è il momento di lavorare a un progetto unitario. Speriamo che questo sia possibile, altrimenti continuino pure a scontrarsi fra loro e l’amministrazione farà da spettatore». Parole chiare quelle del primo cittadino, a cui non è andata giù la lettera che l’ Asd Rosignano Solvay 1922, ha inviato anche al nostro giornale. Una lettera attraverso la quale la società ritira il progetto, presentato lo scorso marzo, decretando che «il futuro del calcio a Rosignano Solvay non esiste più». La decisione è legata alla mancata assegnazione dello stadio Ernesto Solvay. «In tutti gli incontri che ci sono stati - ci tiene a precisare Franchi - non abbiamo promesso niente a nessuno. Abbiamo ascoltato la presentazione del progetto e le intenzioni dei soci, spiegando che si trattava di un piano positivo su cui era possibile lavorare, ma anche nell’ultimo incontro del 2 maggio scorso abbiamo detto che per un riaffidamento sarebbe servito un bando. Seguiamo le regole della legge regionale 21/2015 e del Regolamento comunale degli impianti sportivi, tra l’altro condiviso con le varie società». Di fatto, la giunta mesi fa ha dato l’ok alla proroga fino al 2020 al Rosignano Sei Rose.
Chiara anche la posizione dell’assessora allo sport Licia Montagnani: «Non ho fatto alcuna promessa riguardo allo stadio. Da un anno porto avanti un tavolo con le società di calcio e ribadisco che la frammentazione non conduce da nessuna parte». Il sindaco rincara la dose, spiegando che sul territorio «c’è un problema per il settore del calcio». Ecco che quando a marzo l’Asd Rosignano Solvbay 1922 ha presentato il suo progetto, l’amministrazione ha tenuto le orecchie ben dritte per capire se potesse essere una strada per risanare il settore calcistico, sempre nell’ottica di una collaborazione tra le varie realtà presenti sul territorio. «Il giudizio sul loro progetto - ribadisce Franchi - può anche essere positivo, ma sia chiaro che in ogni occasione abbiamo ripetuto che un eventuale nuovo affidamento dello stadio sarebbe passato attraverso un bando».
L’idea del Comune è chiara: non una sola società calcistica, ma una prima squadra unica per tutto il comune di Rosignano, con una serie di formazioni di categorie inferiori che potrebbero continuare ad avere la loro denominazione (Castiglioncello, Vada e così via). Più facile a dirsi che a farsi, visti i campanilismi che contraddistinguono il settore calcistico locale. Ma Franchi non transige: «Serve che all’amministrazione sia presentato un progetto mettendo insieme le forze e gli impianti. È una strada positiva a livello sportivo e di promozione del territorio, in cui l’amministrazione può avere un ruolo di collaborazione. Continuare con queste frammentazioni anacronistiche è assurdo».
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