Il Tirreno

Retrocessione un finale annunciato

di Fabrizio Cavallini
Retrocessione un finale annunciato

Il Sei Rose ha chiuso una stagione tribolata ma rilancia per il prossimo campionato

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ROSIGNANO. È finita una stagione tribolata per il Gruppo sportivo Rosignano Sei rose. È finita domenica sul rettangolo dello stadio Solvay dove i biancoblù hanno subìto l’ennesima sconfitta nel torneo di 1ª Categoria, nel quale in questa annata sportiva non hanno mai vinto. Arrivata ad opera dell’undici di Fabbrica di Peccioli, retrocesso direttamente, come quello locale. In una partita in cui ai punti sarebbero stati invero i volenterosi rosignanesi a prevalere. Se non altro per il maggior numero di occasioni da gol create – due addirittura clamorose – rispetto a quelle (un paio) costruite dal collettivo avversario. Impostosi su calcio di rigore realizzato nel primo tempo a cui la compagine di casa non è poi riuscita a rispondere in maniera concreta.

Una squadra spuntata. È stata l’inconsistenza del reparto offensivo la causa che non ha consentito al Rosignano di collezionare nemmeno un acuto vincente. Da sempre. All’inizio del campionato la formazione biancoblù era più forte in ogni reparto. Tranne che in attacco. Tra punte che ormai avevano fatto il loro corso e altre che erano tutt’altro che nell’anno di grazia. Ciò nonostante sembravano esserci le premesse per poter sperare nella salvezza.

La rivoluzione di ottobre. Ad autunno inoltrato la scarsità di punti conquistati dalla squadra indusse il direttivo societario a sfoltire la rosa, peraltro troppo numerosa in relazione al programma stilato e dettato da un budget molto risicato. Una determinazione suggerita soprattutto dal fatto che un manipolo di giocatori acquistati per fare la differenza in realtà non la stavano facendo, per cui, secondo gli addetti ai lavori, era meglio rinunciarci. Alcuni componenti l’organico, per solidarietà coi partenti – o prendendo la palla al balzo in quanto avevano ricevuto chiamate da realtà più importanti – allora se ne andarono. Un autunno caldo culminato nelle dimissioni del direttore sportivo Patrizio Tanagli, dell’allenatore Simone Caroti e del preparatore dei portieri Delfo Rofi. Contro la scelta appunto di tagliare cinque giocatori.

Soluzioni ininfluenti e Juniores in campo. Cambi di tecnici, calciatori presi a gettone, soluzioni tampone di varia natura non hanno col tempo sortito gli effetti sperati. Così la decisione del club di via della Repubblica di avvalersi per il completamento della rosa dei propri juniores.

Gli infortuni. Scarsa esperienza (ovviamente) del gruppo e qualche infortunio di troppo – e di lunga durata – tra cui quelli occorsi a capitan Bracci e all’unico attaccante di categoria Novi, anche se la frittata ormai era fatta, hanno finito con l’acuire una situazione già molto precaria, che ha condotto l’intero ambiente a tirare un respiro di sollievo quando l’arbitro fiorentino Davide Valeri col triplice fischio in Rosignano-Fabbrica ha posto fine alla partita. E al campionato.

Un epilogo annunciato. Nel 2016 il Rosignano Sei rose aveva varato un programma – presentato anche all’Amministrazione comunale – a lunga scadenza. Fino al 2022, ricorrenza del centenario del sodalizio. Prevedeva tra l’altro nei primi anni di privilegiare il risanamento economico rispetto ai risultati sportivi, accettando in questa fase anche il rischio di andare incontro a delle retrocessioni, per poi procedere ad un auspicato rilancio. Che potesse vedere la formazione maggiore attestata in un campionato dignitoso, settore giovanile e scuola calcio rifondati e di qualità, integrazione con alcune attività del territorio e delle altre associazioni sportive della zona, celebrazione del centenario.

Il fardello. Fatale, per la società, il debito pregresso. Un fardello pesante che nessuno, nonostante gli appelli, le richieste di aiuto si è sentito di potersi in parte accollare, perlomeno alle condizioni suggerite dal direttivo attuale, per cui i consiglieri della vecchia guardia si sono visti giocoforza costretti ad andare avanti in solitudine, facendo incorrere la prima squadra in impopolari quanto inevitabili discese di categoria.

Il risanamento. Il sodalizio sembra ora rialzare la testa. Come sottolinea il presidente Adriano De Pieri, il risanamento è a buon punto e le situazioni critiche sono state definite. «L’annata agonistica appena conclusa – aggiunge – è servita a far crescere i ragazzi della juniores e lo scarso risultato sportivo era lo scotto da pagare per far sì che gli stessi ragazzi potessero maturare per esser pronti per i campionati maggiori. Si è preferito insomma perseguire il risanamento della società piuttosto che rincorrere i risultati sportivi».

La ripartenza. Il Rosignano è pronto per ripartire. Per completare l’organico della formazione maggiore mancherebbero solo pochi tasselli. «Una squadra giovane – preannuncia De Pieri – formata quasi totalmente da giocatori di Rosignano, con l’inserimento di alcuni elementi più esperti in modo da poter contare su una rosa competitiva in grado di esprimersi a buoni livelli. Si è proseguito anche nell’organizzazione della società con l’introduzione di un coordinatore per la parte sportiva, come gestione delle squadre, e di ulteriori figure dirigenziali alla responsabilità di altri settori di attività quali tornei ed eventi extra sportivi. Di pari passo continua l’allestimento della juniores con l’aggiunta di nuovi giocatori che devono sostituire coloro che passeranno in prima squadra. Sono stati poi avviati i contatti per mettere insieme quella degli allievi 2002-2003 ed il parco allenatori. Stiamo inoltre proseguendo nel programma di miglioramento dell’impianto come previsto dalla proroga della concessione dello stadio. Uno degli obiettivi principali è infine quello di creare una nuova armonia tra la società ed il paese».

Vincenzo Laudanna. Il ruolo di coordinatore è stato affidato all’attuale tecnico della juniores Vincenzo Laudanna. La sua squadra giocherà l’ultima di campionato sabato prossimo. Laudanna, che sarà coadiuvato nel suo lavoro dall’ex portiere biancoblù Gianluca Parodi, è nel Rosignano dal 1995 in qualità di allenatore di formazioni giovanili. Un amico e padre di famiglia, come ama definirsi nei confronti dei suoi ragazzi. «Abbiamo aperto le porte – dice – a collaboratori, a persone disponibili a darsi da fare, a portare nuove idee. Tutti sono bene accetti. Ho preso un impegno non indifferente, ma credo nei ragazzi che in passato ho avuto con me, certo che mi diano una mano sposando il progetto. Per ripartire con quasi tutti giocatori del Rosignano o comunque legati al Gruppo sportivo Rosignano da passate esperienze. In una sorta di orgoglio paesano».

Primo appuntamento: l’assemblea. Il 30 giugno si concluderà la stagione sportiva 2017-2018. E per quel mese il Gs Rosignano Sei rose indirà l’assemblea dei soci per il resoconto di fine gestione. All’ordine del giorno della riunione la presentazione del bilancio consuntivo e preventivo per la prossima 2018-2019. Nell’occasione si procederà anche alla nomina del vice-presidente che assumerà l’incarico fino a quelche mese fa appannaggio di Stefano Cardinali. Il nuovo vice di Adriano De Pieri dovrebbe essere Raffaello Potenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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