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Gazzarri: «Ho fatto tutto da solo» 

Gazzarri: «Ho fatto tutto da solo» 

La retrocessione choc del Cecina, parla il presidente in carica fino al 30 giugno. Domanda di ripescaggio

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CECINA. No, questa non è la storia di una retrocessione annunciata. Anche se passare dall’Eccellenza alla Promozione in meno di un anno brucia. Due giorni fa, la sconfitta ai playout contro il Pontebuggianese al comunale. Imprevista e imprevedibile, sbucata dalla coda di una partita che il Cecina ha giocato male. Massimo Gazzarri, presidente dal 1° luglio 2016, è amareggiato. «Ho fatto del mio meglio – dice – ma non me lo aspettavo. Sì, presenteremo la domanda di ripescaggio, ma per proseguire l’esperienza voglio forze fresche». Il punto è questo: servono i soldi perché l’attività costa. Con il pronostico e due risultati su tre a favore, i rossoblù hanno perso la categoria, conquistata il 15 maggio dell’anno scorso. Al “Loris Rossetti”, gli appassionati erano imbestialiti e delusi. Prima del fischio d’inizio, nessuno avrebbe creduto alla sconfitta. Un’umiliazione. Con tutto il rispetto, i pistoiesi sono una formazione modesta. La colpa è dei padroni di casa, che hanno facilitato loro il compito. La sfida, solo lanci lunghi e inutili corpo a corpo, è scivolata via senza che il portiere ospite fosse impegnato. E con il passare dei minuti, i cecinesi hanno accusato la pressione.
«Le finali – prosegue Gazzarri – sono sempre difficili. Non meritavamo di retrocedere. Dico grazie ai giocatori, ai quali riconosco l’impegno, e alla società. Dove ci sono persone che hanno lavorato sodo. Mi preme sottolineare però che ho fatto quasi tutto da solo. Ad aiutarmi c’erano soltanto il mio vice, Simone Rossi, e il presidente della Polisportiva Palazzaccio, Franco Splendiani. Mi sono riempito di impegni e con umiltà sono andato avanti, consapevole di quanto mi aspettava».
Non è stato semplice, perché la squadra ha faticato oltre le previsioni e cambiato allenatore. In questi giorni è in programma il consiglio. I dirigenti siederanno al tavolo e tireranno le somme da ogni punto di vista. «Chiedo rispetto – prosegue Gazzarri – perché se non ci avessi messo la faccia il Cecina avrebbe disputato la Terza categoria. Rimango in carica fino al 30 giugno come previsto dallo statuto. Poi vedremo, perché per andare avanti occorrono altri imprenditori. Capisco quanto i tempi siano difficili, ma da solo non posso sostenere l’attività. Dobbiamo promuovere il gioco di squadra se vogliamo sviluppare progetti dalla base al vertice».
Primavera è per definizione il periodo in cui si programma il futuro. In via Puccini sanno che a maggio del 2018 inizieranno i lavori allo stadio. Il comunale uscirà trasformato. Il sodalizio è di fronte a una svolta. Da una parte, la necessità di presentare la domanda di ripescaggio. Dall’altra, un impianto pronto a cambiare aspetto. A scanso d’equivoci, sono tutti coinvolti: l’amministrazione, la società e gli eventuali investitori. Non c’è un minuto da perdere.
Michele Falorni

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