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Minibasket, cinque gruppi in crescita tecnica
Il diesse Bimbi: un settore apprezzato dai genitori, tutti i ragazzi vengono coinvolti
ROSIGNANO. Anno nuovo, tempo di bilanci. È ormai assodato che l'Us Basket Sei rose Rosignano rivolge grande attenzione al vivaio. Con il direttore sportivo della società biancoblù Andrea Bimbi, la responsabile del settore Elisa Sarri e col capo coach Stefano Dari siamo a fare il punto sul minibasket solvaino della stagione 2016-2017. «È il settore dedicato ai più piccoli - esordisce Bimbi - ma per questo non meno importante, fatto di bambini in età elementare che diventeranno i futuri campioni del Basket Sei rose». Il diesse ricorda poi come il minibasket non preveda alcun tipo di selezione: «Tutti vengono coinvolti e educati alla pratica sportiva con la professionalità e la cura degli istruttori. Il settore è apprezzato dai genitori, sempre presenti in palestra e coinvolti negli eventi e nelle feste dedicate ai loro bambini a cura dallo staff». Da anni il Sei rose è presente anche nelle scuole, con corsi propedeutici gratuiti svolti dai suoi tecnici, al fine di coinvolgere un maggior numero di ragazzi nelle attività e per promuovere il sodalizio anche tra i più piccoli. «Anche quest'anno - rileva Sarri - l'adesione è stata numerosa ai gruppi di minibasket organizzati dalla società; quasi 80 bambini hanno voluto, ancora una volta, indossare la casacca biancoblù del Basket Rosignano».
Cinque i gruppi partecipanti ai vari campionati: Esordienti (nati nel 2005) allenati da Stefano Dari e Daniele Giammalva; Aquilotti 06 (2006) allenati da Stefano Cecconi coadiuvato da Giacomo Salvia; Aquilotti 07 (nati nel 2007), coach Andrea Zaccagnino coadiuvato da Francesco Miniati; e ancora categoria Scoiattoli (2008/2009) affidati, quest'anno, agli istruttori Alberto Chesi e Michele Garzelli e per finire i Pulcini (2010/2011) sempre sotto la cura degli istruttori Alberto Chesi e Michele Garzelli. «I ragazzi stanno crescendo dal punto di vista tecnico e a poco a poco stanno sempre più mettendo in pratica le cose che proviamo in allenamento», spiega Dari, per proseguire: «Vorrei soprattutto sottolineare i passi avanti che ho visto nel gioco di squadra; ci si aiuta di più in campo, non si pensa solo ad azioni individuali o al tiro, ma si cerca di occupare le posizioni giuste e di far girare il pallone». La conclusione è del ds Bimbi: «Facilmente non diventeranno mai dei campioni, ma sicuramente cresceranno sani, lontano dalle tentazioni della strada, sapranno relazionarsi al meglio con gli altri e capiranno che per vincere nello sport come nella vita bisogna aiutarsi gli uni con gli altri, se poi ci scappa il campione ben venga, ma non è questo l'obiettivo primario».
È infatti secondo lui l'occasione per conoscere lo sport nella sua natura più vera: «Come strumento di educazione per un corretto stile di vita e di inclusione sociale e relazionale tra i giovani e, più in generale, tra tutte le persone. Solo educando sempre più i giovani ai principi della solidarietà, della sana competizione sportiva al rispetto delle regole da tutti condivise, potremo sperare in un futuro migliore».
Fabrizio Cavallini
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