«Il 2017 l’anno della svolta» Amatori Cecina, il punto
I presidenti Riccardo Lari e Franco Scali sulle aspettative del club rossoblù «Un rugby moderno in campo, ma antico ed umano fuori dal campo»
CECINA. La parola a due presidenti in questo inizio d'anno. A Riccardo Lari, quello degli Amatori Cecina ed a Franco Scali, massimo dirigente degli Emergenti. Entrambi a parlare del sodalizio locale, realtà sportiva di grosso spessore. Del primo scorcio di campionato di serie C nazionale, delle aspettative future, del vivaio e delle novità che riguardano il club rossoblù della palla ovale.
Cominciamo col chiedere a Scali un giudizio sugli Emergenti Cecina fino alla sosta delle festività.
«Nell'insieme - risponde - sicuramente positivo. Bisogna considerare che sono anni di transizione, con la necessità, dopo la retrocessione dalla serie B nella stagione 2014/2015, di ricostruire un nuovo ciclo, ripartendo dal patrimonio storico della società, rivisitando programmi e ambizioni. La stagione scorsa la squadra seniores è approdata ai play off dopo aver terminato la regular season al secondo posto; mentre il settore giovanile ha molto ben figurato nei tornei regionali in cui ha schierato le proprie rappresentative. Questo scorcio di stagione vede in sofferenza la prima squadra, complici numerose defezioni fra i titolari più anziani per motivi di lavoro o di studio, da aggiungere al calmierato ricambio proveniente dalle giovanili, per scelte societarie inerenti le attività di queste ultime».
Lari, le novità nel Rugby Amatori Cecina.
«A luglio si è insediato il nuovo consiglio. Numerosi volti nuovi, in parte provenienti dalla storia della società, in parte provenienti dal gruppo dei fiancheggiatori affezionati alla stessa, integrano figure note riconfermate e da tempo già presenti nell'organigramma del rugby Cecina. Sicuramente più al passo coi tempi è la modalità operativa scelta dal consiglio, con la costituzione di aree di responsabilità gestite da presidente, vice e dg, insieme ad aree di competenza che mettono capo a uno o più consiglieri, con infine i coordinamenti funzionali per la gestione diretta delle attività. Insomma un tentativo di proporre un'architettura più articolata, visto che la società, dagli iniziali livelli primordiali degli anni Sessanta, è passata a gestire quasi 400 tesserati ed un volume di impianti di notevole levatura».
E le previsioni per il 2017?
«È considerato l'anno della svolta. Il nuovo consiglio, infatti, partendo da quanto storicamente rappresentato dal patrimonio morale e materiale della società, ritiene necessario uno sviluppo a 360° delle sue varie componenti, lavorando quindi sul piano organizzativo e strutturale, su quello economico, su quello delle risorse umane per finire ovviamente al comparto tecnico-sportivo. Si tratta di un impegno non indifferente, visto anche il momento di crisi del paese, ma necessario per gettare nuove, solide basi per il futuro».
Scali, ci parli della Costa Toscana.
«Costa Toscana è la prima concretizzazione di quanto dicevamo. Si tratta della cooperazione tra 4 diverse società - Livorno 1931, Amatori Cecina, Amatori Rosignano e Bellaria Pontedera - che mettono a disposizione le proprie rappresentative Under 18 e Under 16 per costituire una "franchigia" di grosso spessore, con un numero considerevole di atleti impiegati in allenamenti molto partecipati ed in tornei regionali e sovraregionali di livello nazionale. Si tratta di un'esperienza importante per giovani atleti, che travalicano i confini dei campionati locali confrontandosi con le migliori scuole rugbistiche del paese mutuando in ciò l'esperienza di sinergia, da noi felicemente già da tempo sperimentata con gli Amatori Rosignano. Deve crescere la "cultura del confronto", l'apertura ad esperienze tecniche ed umane tra i ragazzi, l'autostima di se stessi, consapevoli di aver affrontato e magari battuto, come sta ampiamente accadendo, squadre e giocatori di livello che un domani si potranno trovare davanti anche da seniores. Tutto ha un prezzo, ovviamente: in questo caso il fisiologico ricambio verso la 1.a squadra si è temporaneamente rallentato, determinando in parte lo stato di sofferenza della stessa».
Lari, qualcosa sull'ampliamento degli impianti.
«Sarà la scommessa del futuro. La collaborazione con le autorità comunali ha proposto sviluppi interessanti nell'ambito del progetto europeo di riqualificazione ambientale cui il Comune ha partecipato piazzandosi terzo in Toscana. Si parla di un nuovo impianto in sintetico da realizzare nell'area del vecchio Billeri, con la possibilità di far convergere su di esso una più intensa attività del settore rugbistico e delle altre discipline, in particolare l'atletica, che oggi trovano collocazione solo al vecchio Castellani. Inutile dire che tale proposta ha trovato subito debito interesse presso la Fir, che, tramite i suoi delegati nazionali, ha assicurato il proprio appoggio, facendo presumere quindi anche sviluppi plausibili di nuovi ed interessanti progetti di collaborazione con la nostra società».
Scali, qual è il suo progetto?
«Nell'immediato, dar corso alla politica gestionale promossa dal consiglio. Già sono stati effettuati importanti lavori di ristrutturazione e messa a norma degli impianti attuali, sede sociale compresa. E' palese la volontà di compattare tutto l'ambiente societario, a partire dal minirugby fino ed oltre le rappresentative seniores, sviluppando una partecipazione diretta alla vita della società, riscoprendo così quello spirito di aggregazione, vorrei dire di "sostegno", che caratterizza il mondo del rugby. Mi immagino un rugby moderno in campo, ma antico ed umano fuori dal campo; mi immagino un'attività coordinata tra squadre e sostenitori, che arrivi a coinvolgere la nostra intera comunità, facendo di Cecina un punto di riferimento per tutto il bacino costiero».
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