Lo strano caso della squadra con due allenatori
Acli Gabbro, alla guida Matteo Salvador e Matteo Colombini «Ci dividiamo i compiti e non siamo in competizione»
GABBRO. Curiosa la guida tecnica della Cantèra Acli Gabbro, affidata com'è a due allenatori: Matteo Salvador e Matteo Colombini.
Li abbiamo intervistati. E ne è uscito il quadro di questo singolare connubio, infarcito di note sia calcistiche che umane.
Cominciamo con Salvador, giunto al terzo anno di esperienza in 3ª categoria con La Cantèra.
Com'è iniziata la sua carriera di allenatore?
«Tutto cominciò tre anni fa quando stavo svolgendo il corso di istruttore per giovani calciatori e nel frattempo giocavo in questa squadra nonostante il crociato sinistro e i legamenti della spalla rotti. La società esonerò a metà stagione il mister di allora e dopo qualche giorno mi fu proposto quel ruolo che accettai con entusiasmo, vista la mia passione per questo 'lavoro'».
Quest'anno guida La Cantèra in coppia con Colombini. Dovrà quindi condividere le scelte tecniche e non solo con un altro allenatore. Secondo lei tale rapporto può portare dei vantaggi alla formazione in termini di risultati?
«Condividere la panchina con Colombini è stata una scelta voluta con fermezza da me perché è una persona che conosco da tempo ed ero consapevole delle sue qualità umane. Siamo un gruppo di trenta ragazzi e stiamo lavorando molto bene in due; ci dividiamo i compiti per insegnare ai ragazzi entrambe le fasi - offensiva e difensiva - e per fare allenamenti mirati a gruppi di persone. Le sedute risultano così più divertenti e gli occhi sono diventati quattro e non più due... Oltretutto al 99,9 % parteciperò da fine settembre al corso Uefa B che mi porterà via molto tempo, e avevo bisogno di uno come Matteo al mio fianco».
Può invece esserci un rovescio della medaglia?
«Sono fiducioso e le dico di no, perché siamo in sintonia su tutto e condividiamo le solite idee. Starà a noi due far ricredere i pochi scettici».
Ma com'è il suo collega dal punto di vista professionale?
«È un ragazzo con una passione per questo lavoro smisurata, molto preciso in quello che fa e deciso in quello che pensa. Al mio fianco di meglio non poteva capitarmi. Ha un'unica pecca: tifa fiorentina. Io sono amaranto da sempre, ma quest'anno saremo entrambi gialloblù».
Sentiamo ora Colombini.
Quest'anno la nuova avventura in campionato in tandem con Salvador. Quali sono le sue esperienze calcistiche?
«È la mia prima occasione in una formazione di categoria. Negli ultimi tre anni ho allenato la squadra di calcio amatoriale di Castelnuovo della Misericordia. Sono molto contento di questa nuova opportunità, già da quando abbiamo cominciato la preparazione di pre-campionato. Non vedevo l'ora di scendere in campo e iniziare la stagione».
Cosa ne pensa del progetto portato avanti dalla Cantèra in questi sei anni di attività?
«Il progetto si sposa in pieno con le mie idee. L'occasione adatta per fare bene in un campionato come quello della Terza, con un gruppo di giocatori giovani e determinati. Sono molto soddisfatto dei ragazzi che abbiamo a disposizione, un giusto mix di giocatori confermati e nuovi innesti».
Ha delle sensazioni particolari riguardo all'andamento della squadra nel campionato ormai imminente? Prendendo spunto ad esempio da qualità tecniche, stato di forma e coesione dei giocatori in questa prima fase.
«Il gruppo, nonostante stia lavorando insieme da poco tempo, sta raggiungendo un buon livello di coesione. Dovremo lavorare ancora molto sui tre livelli (atletico, tecnico e naturalmente tattico). Preferisco non pensare a cosa accadrà, voglio concentrarmi sul presente, vedere cosa succede partita dopo partita».
Anche da lei due parole sul collega.
«Con Matteo ho un bel rapporto; lo conoscevo abbastanza bene anche prima di iniziare la collaborazione. Ci siamo già confrontati parecchie volte, organizzando i dettagli della preparazione e degli aspetti tattici. Sono sicuro che andremo molto d'accordo. Condividiamo lo stesso entusiasmo e vogliamo trasmettere alla squadra delle idee di gioco chiare».
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