Il sogno di coach Guidi, da Cecina alla nazionale
L’ex giocatore del Rugby rossoblù allena le Zebre a Parma e sarà a giugno nello staff dell’Italia
CECINA. Cinquant'anni di Rugby Cecina, di touche e mischie, di passaggi indietro e mille passi avanti. Il sodalizio, fondato nel 1966, li festeggerà nel 2017, anno dell'affiliazione ufficiale. Gianluca Guidi, che al villaggio scolastico ha chiuso la carriera e ora siede sulla panchina delle Zebre a Parma, è un rossoblù da esportazione: tecnico delle giovanili azzurre, potrebbe un giorno allenare la nazionale maggiore. Intanto viaggia e sperimenta, studia e si aggiorna e, appena può, torna in città dalla moglie Francesca Tremolanti, che qui ha conosciuto, e dai figli, con i quali trascorre i pochi pomeriggi liberi. Il protagonista di questa storia, nato a Livorno il 2 febbraio 1968, non ha bisogno di presentazioni: per lui parlano il passato da professionista e i campionati vinti. Conosce tutti, e sa per esempio che il Comune di Cecina è in contatto con la federazione per trasformare il campo in erba di via Fucini in sintetico di ultima generazione.
Pochi mesi ancora e la palla ovale celebrerà il mezzo secolo. Le sue prime impressioni?
«Sono molto contento, perché questa società ha segnato la mia vita. Ci ho giocato nel 2001/02 centrando la promozione dalla serie C alla B e nel 2005/06, il mio ultimo campionato, dove abbiamo vinto la finale contro il Sele conquistando di nuovo la B. Al villaggio scolastico ho anche allenato e, soprattutto, ho visto crescere la cultura sportiva».
Il Rugby Cecina è una società strutturata. Merito del settore giovanile e dei dirigenti, pronti a rimanere al passo con i tempi?
«L'esempio viene dai ragazzi convocati in nazionale under 17: Mattia Pellegrini e Michelangelo Bientinesi. Quest'ultimo, di ruolo apertura, è molto forte. Mi preme sottolineare poi che il settore giovanile cresce nel modo giusto, con gli scambi a livello federale e l'integrazione con i genitori. Inoltre, Comune di Cecina e federazione sono in contatto per convertire il terreno di gioco da erba naturale a sintetica. Per ora è soltanto un'idea, ma se divenisse progetto le squadre si allenerebbero meglio e forse il sodalizio potrebbe organizzare soggiorni e tornei per formazioni conosciute».
Da Cecina a Parma, dove lei allena. Il campionato Pro 12 le dà soddisfazioni?
«Siamo stati la squadra rivelazione con sette vittorie all'inizio del torneo, al quale partecipano irlandesi, gallesi, italiani e scozzesi. Poi, tra convocazioni azzurre e infortuni, abbiamo rallentato. L'obiettivo rimane la Champions Cup, che possiamo centrare. A giugno, inoltre, farò parte per la prima volta dello staff tecnico della nazionale maggiore che disputerà alcune partite in Argentina, Canada e Stati Uniti. Certo, un giorno piacerebbe anche a me sedere su quella panchina, ma per ora dobbiamo lavorare con impegno».
Un messaggio ai tifosi rossoblù e al sodalizio, pronto per i playoff di categoria.
«A Cecina ho incontrato persone genuine con le quali è sempre un piacere collaborare. Vedo che la società acquisisce prestigio e, con sforzi non trascurabili, sviluppa progetti per dare soddisfazioni ai giocatori. Mantenendo allo stesso tempo il contatto con le scuole elementari e medie per dare impulso al vivaio».
(m.f.)
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