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Giorno di gloria per Ouadia Tergui campione di K-1

Giorno di gloria per Ouadia Tergui campione di K-1

Arti marziali: l’atleta della palestra Renbukai vince la prima tappa di un prestigioso torneo a Torino

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BIBBONA. Per sdraiare Marco Re, a Ouadia Tergui da Casablanca è bastato meno di un quarto d’ora. Potente, veloce, preciso: con pochi decisi colpi ha domato il favorito dal pronostico, vincendo l’incontro di K-1, pugni e calci volanti, e conquistando il consenso del pubblico e della critica, entusiasta per come questo lottatore combatte senza timori. E così, nei giorni scorsi a Torino, l’atleta della palestra Renbukai di Cecina ha vinto la prima tappa di “All 4 Glory”, torneo ideato da Roberto Ravarro che, in palio, mette un posto nel prestigioso Oktagon. Inutile raccontare la soddisfazione di Vittorio Valori, titolare del centro, e del maestro Khalid Mahzoum, pronto ogni giorno a scendere tra le corde del ring e i pesi per allenare i ragazzi. I risultati sono noti, anche se questo sport non è per tutti. Il coraggio, a volte, non basta: servono nervi saldi, preparazione fisica d’alto livello, esperienza e riflessi. Insomma, il bagaglio tecnico del protagonista della nostra storia, mai soddisfatto perché, per lui, domani è un altro giorno. Non è una frase fatta, ma un modo per mettere alla prova se stesso e migliorarsi di volta in volta. “Ero molto preparato, non avevo paura anche se l’avversario era forte”. Le poche parole di Ouadia riassumono bene quanto accaduto in Piemonte. Il regolamento prevedeva cinque riprese da cinque minuti l’una, ma al marocchino Tergui ne sono bastate tre (con tre conteggi e abbandono) per battere Re, alzare i pugni al cielo e gridare vittoria. Chiudendo in bacheca il quarto successo per kappaò su cinque incontri da professionista (l’altro si è chiuso in pareggio). Più che sufficiente per intuire le grandi potenzialità di questo atleta, capace di allenarsi per ore senza sentire la fatica. L’obiettivo era e resta l’ingresso nell’Oktagon. Perciò Ouadia è già tornato tra le corde a preparare la seconda tappa del campionato, in programma sabato 26 a Firenze contro Alessandro Campagna. La categoria è sempre la stessa, -70 kg, e lo spettacolo è assicurato. Chi segue il circuito del K-1 gli ha trovato anche il soprannome: Tyson. E non c’è bisogno di forzare la memoria per ricordare le imprese del pugile americano che, negli anni 80, unificò il titolo dei pesi massimi a forza di colpi devastanti. Discipline e tempi diversi, certo, ma il paragone calza. Il torneo finirà a febbraio del prossimo anno, sul ring bisognerà salire quattro volte in tutto. Il 5 aprile, via alla fase nazionale con i migliori. Alla Renbukai volano bassi, ma accettano scommesse su chi, tra di loro, potrebbe strappare il biglietto per l’olimpo. E’ presto per parlarne, ma è giusto raccontare agli amici che, in Corso Matteotti, si allena un futuro campione, umile ma determinato, sorridente ma fortissimo.

Michele Falorni

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