Il Tirreno

La squadra inventata e il capolavoro tattico

La squadra inventata e il capolavoro tattico

Nel blitz di Ravenna il Rosignano (senza 8 titolari) riscopre voglia e unità E in attacco Porro ha ripagato con un gol la fiducia del mister Fratini

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ROSIGNANO. L’imponderabilità del calcio è nota. Così accade che una squadra priva di 8 titolari faccia suo uno scontro diretto in trasferta. Il Rosignano ha vinto a Ravenna tirando fuori dal cilindro la prestazione che non ti aspetti. Una gara fatta di abnegazione, di ritrovata unità d’intenti, di determinazione, di acume tattico e anche di condizione atletica. Non era facile, perché c’era di fronte un Ravenna che pur penalizzato in settimana e con una grave crisi societaria si giocava la salvezza diretta. In settimana i biancoblù avevano lavorato bene agli ordini di Fratini. Pinzani, richiamato nel suo ruolo di dg, aveva avuto una settimana in più dopo lo stop per la tragedia di Piermario Morosini per ricompattare il team e lavorare sulla testa dei giocatori. E’ stata la vittoria di una squadra che schierando ben sei under ha fatto gruppo, si è sacrificata e col 4-5-1 provato bene in settimana ha chiuso ogni varco ai romagnoli per poi ripartire in contropiede alla ricerca del colpaccio che è arrivato. Tamberi e Oussou hanno concesso poche chances ai temuti Shiba e Noschese. A centrocampo Taddei e Gorelli hanno chiuso e rilanciato, forti del lavoro oscuro ma prezioso sulle fasce di Borselli e Prospero che hanno giocato da veterani nonostante siano del ’93. Del Bono si è accollato il peso dell’attacco facendo un po’ tutto, avvalendosi degli inserimenti del trequartista Porro: match-winner e non è un caso; a Porro era stata chiesta una prestazione super, dall’alto della sua esperienza e del suo valore tecnico. Ha ripagato con un gol-capolavoro, una punizione a effetto che ha annichilito lo stadio Benelli.

Fabrizio Cavallini

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