Il Tirreno

La storia dei Giovanissimi 98 del Vada

Pochi, umili e fieri «Non ci arrendiamo»

Alessandro Bientinesi

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 VADA. Cinque sconfitte in altrettante partite giocate, zero gol fatti e cinquanta subiti (media di dieci a partita). Un cambio di allenatore in corsa, una squadra di ex ballerini, giocatori di basket e qualche judoka. Tre portieri in rosa, ma due di questi costretti a scendere in campo perché la "coperta" è sempre troppo corta. I giovanissimi 1998 del Vada sono senza dubbio la Cenerentola dei campionati provinciali livornesi ma meritano, nonostante le mille difficoltà, una nota di merito. Prendiamo spunto dalla lettera scritta da Marta Guarguaglini, mamma del portiere Diego Graziani a nome dei genitori dei ragazzini del Vada per dare la giusta vetrina a questa sfortunata formazione. «Il sacrificio e il coraggio di tutta questa disgraziata squadra è impagabile - spiega la mamma - questi ragazzini si sono ritrovati buttati in un campionato solo in dodici e secondo me è scandaloso. Non possono ammalarsi, non possono avere un giorno di riposo, devono tirare con la lezione sempre per non mancare al loro impegno del pallone, nonostante ogni partita perdano con carico di gol spaventoso»  Ad inizio di questa il nuovo allenatore, Federico Guarguaglini, insegna al gruppo al alzare la testa, a non perdersi d'animo, diventa uno da imitare, ma ancora una volta il macigno della sfortuna: Guarguaglini deve lasciare per ragioni di lavoro. Al suo posto arriva Tonino Mercati, un mister al quale piacciono le sfide impossibili. «Ora sono con Tonino, speriamo che la situazione duri - spiega ancora Marta Guarguaglini - resta il fatto che sono sempre dodici e quando arriverà l'inverno saranno meno che mai. Per noi genitori è difficile vedere le panchine degli avversari piene di sostituzioni mentre la nostra è sempre vuota, a volte neanche con un mister». Uno spazio alla speranza comunque c'è. «Noi genitori abbiamo imparato dai nostri figli che lo sport ha anche un'anima - spiega Marta Guarguaglini - e siamo certi che arriverà un giorno in cui i nostri bimbi si potranno sentire vincitori di un campionato di orgoglio, fierezza ed umiltà».

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