Il Tirreno

Prima squadra quasi completata. L’obiettivo? «Restare in serie D dopo un quadriennio glorioso»

«Il nostro futuro si chiama vivaio»

F.C.
Mauro Filucchi, al centro, tra Antonio Luongo e Marco Neri
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Mauro Filucchi, al centro, tra Antonio Luongo e Marco Neri

Rosignano: il presidente Filucchi parla dei progetti della società

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 ROSIGNANO. A poche settimane dall'insediamento del nuovo consiglio, qualche parola col presidente del Rosignano Mauro Filucchi. Quando è appena iniziata la preparazione e siamo vicini alle prime amichevoli. Filucchi, può dirsi concluso il periodo di assestamento per la nuova dirigenza?  «Non del tutto. Del resto abbiamo cominciato tardi. C'è stato un sesseguirsi di riunioni e le cose sono andate per le lunghe. Una volta presa in mano la società ci siamo adoperati per risolvere i primi problemi e abbiamo provveduto ad ottemperare agli adempimenti urgenti, vedi l'iscrizione. Siamo quindi passati ad occuparci di questioni societarie che avevano una certa priorità e di alcune nostre interne. Penso però che col consiglio che abbiamo potremo andare avanti tranquillamente e lavorando con continuità assesteremo anche la situazione».  A questo punto quali sono le principali direttrici?  «Cercare di rimanere in serie D, anche per onorare quello che ha fatto la gestione Polzella; è stato un quadriennio glorioso da parte sua e mi sembra giusto e doveroso mantenere la categoria. Per me che sono amante del settore giovanile è poi importante dare un senso al sociale favorendo un ambiente sereno e onesto per quanto riguarda appunto il vivaio».  Un primo giudizio sulla formazione di Brondi.  «La squadra è stata fatta seguendo l'indirizzo societario sia nel budget sia nell'idea di assemblare una rosa formata da tanti giovani, i quali ne costituiscono al momento circa i due terzi. Ne è uscito secondo me un organico fatto con il criterio giusto e a giudicare dai nomi mi sembra che siamo di fronte ad un'ottima realtà che dovrebbe avere i mezzi per diventare davvero un bel gruppo».  Che dire su questa serie D?  «Tutti sappiamo che si tratta di un campionato difficile e stando alle voci che provengono dagli addetti ai lavori ci sono degli ottimi collettivi con molti elementi di spicco. Un torneo duro, come dicevo e riuscire ad onorare il proseguo della categoria sarebbe per noi un bellissimo arrivo».  Accennava al settore giovanile...  «Io sono una persona che ci crede moltissimo. Il settore giovanile è per me vitale. È un po' come un rubinetto dell'acqua: più abbiamo la forza di aprirlo questo rubinetto e più è facile che ne escano elementi interessanti; l'importante è crederci e penso sia necessario migliorarlo e dargli un'impronta di credibilità. Per far ciò ci vuole organizzazione, investimenti sotto tutti i punti di vista: tecnico, economico e burocratico. Se in tanti vorranno crederci anche la comunità ci darà senz'altro una mano».  E la sua idea di anima biancoblù?  «Ci siamo posti il problema di dare un'occhiata alla realtà del territorio per poter arrivare a contare sulle forze che abbiamo a disposizione in modo da ricreare il Gruppo sportivo Rosignano calcio. Formare un gruppo di persone che vadano avanti tutte insieme. Un'anima, appunto. Biancoblù».

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