Il presidio
Rosignano, fatta la nuova società
Fabrizio Cavallini
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Lassemblea dellaltra sera durante le votazioni Ma durante l'assemblea si è rischiato il tracollo in Terza categoria
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ROSIGNANO. In extremis, al termine di lunghe vicissitudini societarie che sembrava potessero mettere a repentaglio l'iscrizione al campionato di serie D, il Rosignano ha ricostituito il direttivo dopo le dimissioni del precedente per fine mandato. La svolta all'assemblea dei soci di giovedì sera, quando sono usciti i nomi dei dodici consiglieri deputati a guidare il club biancoblù. I quali ieri mattina si sono poi incontrati ed hanno nominato il presidente (Mauro Filucchi), i suoi due vice (Antonio Luongo e Marco Neri) e il direttore sportivo (Bruno Bartolozzi). Probabile che la carica di segretario continui ad essere appannaggio di Maris Manzi, che la ricopriva anche nella gestione Polzella. A breve la distribuzione delle altre cariche e delle mansioni specifiche, come quella di allenatore della formazione maggiore. Il consiglio direttivo. L'assemblea, svoltasi nell'auditorium di piazza del Mercato, ha dato fiducia alla lista allestita in parte già da tempo dalla commissione elettorale e rimpinguata in settimana fino al raggiungimento della quota prevista (lo statuto prescrive dalle cinque alle dodici unità, ma nel frangente è stato giustamente optato per il numero massimo). I componenti sono Mauro Filucchi, Antonio Luongo, Marco Neri, Maris Manzi, Bruno Bartolozzi, Giorgio Barsacchi, Bianchi Ilvo, Carlo Bracaloni, Mauro Cioni, Luciano Fiaschi, Gustavo Moneta e Giovanni Parodi. Un consesso vivace. La riunione che doveva consegnare il futuro del Rosignano nelle mani del nuovo organismo societario ha finito per rischiare di essere registrata negli annali del sodalizio biancoblù di via della Repubblica come quella che ne avrebbe sentenziato la discesa a capofitto in Terza categoria (ammesso che qualcuno avesse provveduto in seguito all'iscrizione). Al momento del verdetto, infatti, pur avendo specificato il presidente dell'assemblea Claudio Cataldo che non sussistevano altre liste e l'eventuale bocciatura di quella che si accingeva a mettere ai voti significava chiudere i battenti, per un voto a prevalere sono stati i no. Senza che i contrari proponessero alternative concrete. È stato quest'ultimo assunto, questo singolare dato di fatto, a suggerire a quel punto una richiesta di verifica alle precedenti e un po' improvvisate alzate di mano, con la chiamata singola degli aventi diritto al voto e la massima attenzione che nessun socio venisse tralasciato. A prevalere, stavolta, sono stati i sì, con l'esito ufficializzato dal segretario Luciano Fiaschi. Il dibattito. All'auditorium Cataldo ha esordito rendendo noto come si fosse reso disponibile a collaborare da esterno col Rosignano per poi elogiare il lavoro della commissione elettorale che ha cercato di riunire un gruppo di persone che dessero una mano al club biancoblù, la figura di Roberto Tancredi per il ruolo svolto in questa fase e quella di Silvestro Polzella, che nella sua presidenza ha fatto benissimo. «Il Rosignano - ha concluso - deve assolutamente andare avanti e creare una struttura societaria forte, settore giovanile compreso, e non solo per un discorso sociale». Concetto ripreso da Marco Neri: «Obiettivo primario è l'iscrizione e il mantenimento della categoria». Tancredi ha affermato che il suo compito era di ricucire una situazione andatasi deteriorando dopo l'uscita del presidente Polzella che aveva spiazzato un po' tutti. «Il rischio 3ª categoria mi ha fatto muovere. Arrivati al massimo livello dei dilettanti e veder tutto scomparire mi sarebbe dispiaciuto». Silvestro Polzella ha detto che da sempre ha operato per il bene del calcio e dello sport a Rosignano, ma ora un fatto di tempo e di salute, non solo di soldi, l'ha indotto a non ripresentarsi per la presidenza. Farà comunque parte del consiglio federale e si accollerà 120mila euro di disavanzo.
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