Il Tirreno

Resto, ma con un progetto

Mario Moscadelli
Il Cecina ha appena battuto il Chioggia: in campo si scatena la festa con Pagliuca lanciato in aria
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Il Cecina ha appena battuto il Chioggia: in campo si scatena la festa con Pagliuca lanciato in aria

Guido Pagliuca ha richieste, ma preferirebbe rimanere

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 CECINA. Nella prima parte del torneo il suo Cecina ha espresso il miglior calcio del girone. Nella seconda è riuscita a tenere a galla una nave bombardata (più per questioni esterne al campo) a più riprese e a condurla in porto sana e salva. Potremmo riassumere così il lavoro di Guido Pagliuca alla guida del Cecina, un lavoro che si è concluso con la permanenza in serie D con un turno d'anticipo che sa quasi di scudetto. E allora, dopo questa impresa, quale sarà il futuro del Mourinho cecinese? «Io vorrei proseguire la mia avventura di tecnico - dice Pagliuca - nella società della mia città. Almeno per un altro paio di anni. Sono giovane (34 anni, ndr) e in questo mestiere bisogna stare attenti a non bruciarsi».  Vorrebbe restare sì, ma a quali condizioni?  «A patto che ci sia un progetto serio e che possa nuovamente contare sul il mio staff tecnico. Vale a dire dei preparatori Mattanini e Del Gaudio, del massaggiatore Di Giovanni e del vice e preparatore dei portieri Callai. Queste sono le due basi necessarie per convincermi a restare al timone del Cecina».  Ma quante percentuali ci sono che ci sia un progetto serio?  «Secondo me ce ne sono tante. Credo che la strada da prendere sia quella di dividere la gestione della prima squadra da quella del settore giovanile. Naturalmente non devono essere due aree separate, ma serve la massima collaborazione».  In questo progetto ci potrebbe essere spazio anche per La Valle?  «Credo di sì, a patto che nessuno voglia pestare i piedi all'altro e con il principio che è la prima squadra il soggetto di riferimento. Pensate ad una cosa: se oggi giocatori come Sandri, Balestracci e Fioretti hanno mercato tra i professionisti il merito è che a Cecina c'è una squadra di serie D, c'è una formazione che gioca in un palcoscenico seguito dai club delle categorie che contano. Questo non significa che si deve concentrare gli sforzi economici soprattutto sulla prima squadra, ma che intorno a questa realtà si deve ricreare un'organizzazione di persone all'altezza della categoria».  Una riorganizzazione che deve essere affrontata da subito.  «Il Cecina non può prendersi il lusso di andare in vacanza, di aspettare il 30 giugno per pianificare il futuro: sarebbe un errore fatale».  La questione stipendi a che punto è?  «Prendendo in esame da gennaio ad oggi diciamo che siamo in pari. Questo perché la squadra ha accettato il minimo federale per la serie D: lo stipendio massimo è di 750 euro al mese. Sapete quanto costa oggi il Cecina al mese? 9mila euro, staff compreso».  Una miseria rispetto anche a tante società di Eccellenza e Promozione.  «Questo dimostra che nel calcio per fare bene non conta spendere, ma come si spende. La nostra salvezza è l'esempio che i valori umani sono più importanti di quelli economici. Ed è per questo che l'attuale rosa meriterebbe di essere riconfermata in blocco per riconoscenza».  Pagliuca, è vero che l'hanno già contattata importanti società di serie D? Non ci sarebbe niente di strano...  «Prima di parlare del mio futuro lontano da qui voglio capire cosa succederà nel Cecina. Io spero con tutto il cuore di restare in rossoblù».  Ma prima poi spiccherà il volo?  «Io da grande voglio fare l'allenatore di calcio. Mi aggiorno continuamente, vado a vedere gli allenamenti di tecnici di serie A, ma ad oggi pago un po' il mio carattere, che mi ha chiuso alcune porte».  Chi è il suo modello?  «Giampaolo, l'ex di Ascoli e Siena».  

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