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Calcio Serie D
Il palo nega la vittoria al Cecina
Michele Falorni
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Daniele Fioretti: contro il Rovigo è stato fra i migliori del CecinaReti inviolate tra Cecina e Rovigo, con i padroni di casa che colpiscono il palo con Cammarosano, pronto a incornare al 1' della ripresa un calcio fermo di Capone ed a timbrare il legno
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CECINA. Reti inviolate tra Cecina e Rovigo, con i padroni di casa che colpiscono il palo con Cammarosano, pronto a incornare al 1' della ripresa un calcio fermo di Capone ed a timbrare il legno. Ma le notizie, questa volta, sono altre e con la partita di ieri al «Loris Rossetti» c'entrano niente. Durante la conferenza stampa convocata dalla società nel dopo gara, il direttore generale Marcello Malfi si è dimesso.
Poche parole, solo per dire che «non ci sono più le condizioni per proseguire il rapporto con il sodalizio e quindi la collaborazione finisce qui».
In sala, erano presenti il presidente Giancarlo Pintossi, il vice Marcello La Valle, il diesse Fabio D'Ambrosio e l'accompagnatore della prima squadra Giorgio Regoli. E' stata una decisione improvvisa, sulla quale il vertice operativo rifletterà. Il presidente ha già spiegato che nei prossimi giorni parlerà con Malfi per vedere se la frattura è ricomponibile e il progetto studiato l'estate scorsa può proseguire. Non si conoscono ancora i motivi della decisione presa dal direttore generale, ma la notizia, che si è diffusa in pochi minuti, ha lasciato tutti senza parole.
La partita. I rossoblù hanno giocato meglio nella ripresa, perché nel primo tempo gli ospiti non hanno mai ceduto a centrocampo e, seppure senza impensierire Francesco Cattenari, hanno spinto avvicinandosi più volte alla porta complici i calci d'angolo. Il Rovigo ha affidato il compito di dettare i tempi al regista Furlanetto, che sulla trequarti organizza le percussioni e pesca spesso Gomis e Sabatini. Con il passare dei minuti, i veneti perdono qualche prezioso metro di campo, ma arrivano all'intervallo senza problemi.
Al rientro dagli spogliatoi la sfida cambia, perché sul prato scendono subito Balestracci e Cammarosano, che Callai - il secondo di Pagliuca, squalificato - sdogana al posto di Papa e Bacci. Il colpo di testa del centrocampista appena entrato tocca il legno, ma la formazione di casa acquisisce sicurezza e sposta il proprio baricentro in avanti. I ragazzi, a questo punto, capiscono che il risultato può cambiare e sfruttano bene le fasce, costringendo gli ospiti a chiudersi in difesa e a ribattere senza sosta palloni su palloni.
Missaggia respinge più di un tiro, ma Del Bono e Capone non mollano e cercano con insistenza la porta. Negli ultimi minuti il Cecina intensifica gli attacchi e ci crede, ma sull'altra sponda riescono a resistere fino a quando l'arbitro fischia la fine. A terzo tempo concluso, interviste e conferenza stampa a sorpresa.
Poche parole, solo per dire che «non ci sono più le condizioni per proseguire il rapporto con il sodalizio e quindi la collaborazione finisce qui».
In sala, erano presenti il presidente Giancarlo Pintossi, il vice Marcello La Valle, il diesse Fabio D'Ambrosio e l'accompagnatore della prima squadra Giorgio Regoli. E' stata una decisione improvvisa, sulla quale il vertice operativo rifletterà. Il presidente ha già spiegato che nei prossimi giorni parlerà con Malfi per vedere se la frattura è ricomponibile e il progetto studiato l'estate scorsa può proseguire. Non si conoscono ancora i motivi della decisione presa dal direttore generale, ma la notizia, che si è diffusa in pochi minuti, ha lasciato tutti senza parole.
La partita. I rossoblù hanno giocato meglio nella ripresa, perché nel primo tempo gli ospiti non hanno mai ceduto a centrocampo e, seppure senza impensierire Francesco Cattenari, hanno spinto avvicinandosi più volte alla porta complici i calci d'angolo. Il Rovigo ha affidato il compito di dettare i tempi al regista Furlanetto, che sulla trequarti organizza le percussioni e pesca spesso Gomis e Sabatini. Con il passare dei minuti, i veneti perdono qualche prezioso metro di campo, ma arrivano all'intervallo senza problemi.
Al rientro dagli spogliatoi la sfida cambia, perché sul prato scendono subito Balestracci e Cammarosano, che Callai - il secondo di Pagliuca, squalificato - sdogana al posto di Papa e Bacci. Il colpo di testa del centrocampista appena entrato tocca il legno, ma la formazione di casa acquisisce sicurezza e sposta il proprio baricentro in avanti. I ragazzi, a questo punto, capiscono che il risultato può cambiare e sfruttano bene le fasce, costringendo gli ospiti a chiudersi in difesa e a ribattere senza sosta palloni su palloni.
Missaggia respinge più di un tiro, ma Del Bono e Capone non mollano e cercano con insistenza la porta. Negli ultimi minuti il Cecina intensifica gli attacchi e ci crede, ma sull'altra sponda riescono a resistere fino a quando l'arbitro fischia la fine. A terzo tempo concluso, interviste e conferenza stampa a sorpresa.
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