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L’indagine

Cecina, neonato portato morto in ospedale – Dall’autopsia il primo nodo: trovata aria nei polmoni

di Claudia Guarino

	L'ospedale di Cecina
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L'ospedale di Cecina

L’inchiesta della procura prosegue per ricostruire quanto accaduto dopo il parto avvenuto nell’abitazione della coppia. Gli investigatori stanno approfondendo ogni passaggio della vicenda mentre resta aperta l’ipotesi di infanticidio

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LIVORNO. Prima di morire il neonato avrebbe respirato. È uno dei primissimi elementi emersi dall’autopsia disposta dalla procura ed effettuata all’istituto di medicina legale di Pisa dopo che una donna di trent’anni ha portato suo figlio morto all’ospedale di Cecina a seguito di un parto avvenuto in casa, nella mattina di giovedì 15 ottobre. Per il momento il capo d’imputazione contestato alla mamma resta l’infanticidio ma, anche alla luce dei primi risultati dell’esame autoptico, sembra che la procura stia valutando la possibilità di modificarlo in omicidio. La coppia, nel frattempo, ha lasciato il territorio per tornare nel Milanese.

I fatti

I fatti risalgono alla prima mattina di giovedì 15 ottobre, quando una coppia di trentenni lombardi si presenta al pronto soccorso di Cecina portando in un sacchetto il loro bambino morto. Dall’ospedale chiamano la polizia e in via Montanara interviene una pattuglia del commissariato di polizia di Cecina. La donna, che insieme al compagno lavorava come stagionale in un bar della costa, agli operatori sanitari e ai poliziotti ha raccontato di non sapere di essere incinta. Sarebbe cioè andata in bagno a causa di quella che sul momento ha ritenuto essere un’indigestione per poi partorire lì il bambino. Poi, dopo aver tagliato il cordone ombelicale, ha portato il neonato all’ospedale dove, però, è arrivato appunto già morto.

Le indagini

Il sostituto procuratore Ezia Mancusi, ricevuti gli atti dal commissariato di polizia di Cecina, ha quindi aperto un’inchiesta per infanticidio affidando le indagini alla Squadra mobile della questura di Livorno e l’incarico per l’autopsia al dottor Marco Di Paolo, medico legale e docente all’università di Pisa. L’esame è stato iniziato sabato 17 ottobre per concludersi nei giorni successivi attraverso il completamento dell’esame istologico.

La perizia

La perizia completa disposta dalla procura deve ancora essere depositata, ma a quanto risulta, in base ai primi accertamenti sarebbe intanto stato possibile capire che nei polmoni del piccolo, prima della morte, è entrata dell’aria. Un elemento, questo, che da solo non comporta una modifica del capo di imputazione e che, comunque, deve essere approfondito e andrà valutato in un quadro d’insieme ancora tutta da chiarire. Le indagini, infatti, sono appena all’inizio.

Gli interrogativi

L’avvocato cecinese Saverio Dal Canto, difensore della coppia, ha d’altra parte nominato un proprio perito di parte, che si è attivato in un secondo tempo in quanto nel momento in cui è stata disposta l’autopsia la coppia era seguita da un legale d’ufficio. In tutto questo i punti da chiarire, come detto, restano comunque parecchi. E la polizia sta indagando per ricostruire che cosa sia accaduto la notte del parto nella casa in cui viveva la coppia. Oltre che per delineare la storia dei due. Madre e padre, entrambi originari di una località del Milanese, sono arrivati sulla costa per lavorare. Cameriera lei e cuoco lui, sono stati tutti e due impiegati in un bar della costa dove, a quanto pare, nessuno (neanche i datori di lavoro) si era accorto che la donna era in stato interessante.

La coppia

L’indagata, d’altra parte, continua a ribadire la sua versione dei fatti: cioè che non sapeva di essere incinta e che il parto in bagno è stato per lei una sorpresa. Lo stesso vale per il suo compagno, che l’ha poi accompagnata al pronto soccorso di Cecina col bambino che era già morto. La coppia, non sentendosi più a suo agio in zona, ha deciso di allontanarsi tornando nel Milanese dopo aver avvisato il pubblico ministero titolare dell’inchiesta. 

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