La rosignanese Silvana Righi Cartei, prima donna premiata dall’Accademia nazionale dei sartori: «Soddisfazione immensa»
L’Accademia l’ha scelta come destinataria 2026 del gran premio Vita di Sarto ed è entrata di diritto nell’Olimpo del settore
ROSIGNANO. Quando l’hanno chiamata per darle la comunicazione quasi non poteva crederci. L’Accademia nazionale dei sartori l’ha scelta come destinataria 2026 del gran premio Vita di Sarto. «È stata per me una grande soddisfazione. L’Accademia è nata nel 1575 e io sono la prima donna a ricevere questo riconoscimento». E così la rosignanese Silvana Righi Cartei entra di diritto nell’Olimpo del settore.
La sua storia
Non che non ci fosse già, in qualche modo, vista la sua pluriennale esperienza come artista dei tessuti. «Sono un’operatrice nel settore della moda e, nello specifico, in quello dell’abbigliamento da sposa e per cerimonie - racconta -. Ho lavorato per anni a Fornacette come stilista e sarta». E dalla sua ha una lunga serie di attestazioni che certificano le competenze acquisite. «Mi sono formata alla scuola di taglio e cucito Belli&Cardon di Livorno. Poi, dopo che ho avuto il nullaosta per insegnare, ho creato a Rosignano una scuola di taglio e cucito. Inoltre negli anni Ottanta ho preso l’attestato di modellista e sviluppo taglie a livello industriale. E nel 1992 mi sono iscritta all’Accademia nazionale dei sartori di Roma dove ho fatto un bellissimo percorso».
All’inizio pochissime donne
La signora Silvana dice che l’Accademia «è nata sotto l’egida maschile e quando sono entrata c’erano pochissime donne. Anche i premi importanti sono sempre stati dati alla sartoria maschile». Adesso però qualcosa è cambiato. «Una decina di giorni fa mi ha chiamato il presidente dell’Accademia dicendo "signora Cartei, l’Accademia ha deciso da quest’anno di elargire questo premio anche alla sartoria femminile svolta da una donna. E tutti all’unanimità hanno deciso di darlo a lei. Perciò sabato scorso all’ambasciata brasiliana a Roma hanno organizzato un evento per la premiazione della prima donna in Accademia. E a consegnarmi il riconoscimento è stata la vicecapo del Gabinetto del Mimit Elena Lorenzini. Per me è stata una grande soddisfazione».
I tanti premi
Ma quello dell’Accademia non è il primo premio che Silvana riceve. «Nell’82 vinsi il premio della stampa a Chianciano Terme. Mi ricordo che durante la consegna eravamo disposti in cerchio e la giornalista ha intervistato uno scultore. "Descriva cos’è lo scultore", gli chiese. E lo stesso fece con il pittore. Arrivata a me disse qualcosa del tipo: "Ora passiamo dal settore artistico a un altro settore". A quel punto l’ho interrotta dicendo che anche io sono un’artista. Quando faccio indossare un capo faccio una scultura e anche una pittura». La signora Silvana ama quello che per tanti anni è stato il suo lavoro. «È un’attività che richiede passione e capacità di rapportarsi alle persone. Una sarta deve saper ascoltare ed entrare nel contesto che descrive chi chiede un abito. Prima, per esempio, chiedevano un vestito da sera ed era più veloce da creare rispetto ad adesso. Ora la moda è molto frastagliata e bisogna capire bene se una persona chiede quell’abito perché lo sente a pelle o perché vuole indossare qualcosa di pubblicizzato. Bisogna, insomma, saper stabilire un contatto. Oggi tutto è molto veloce e non c’è più questa conversazione costruttiva». Per la signora Silvana, invece, la sartoria «è una professione che ho ricevuto in dote fin da quando ero bambina».
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