Bibbona, nuovi spazi agli stabilimenti: petizione per la spiaggia libera – «È un bene collettivo, resti accessibile a tutti»
La raccolta di firme è stata pubblicata su Change.org da un frequentatore “storico” di Marina di Bibbona
BIBBONA. Una petizione online su Change.org e una lettera inviata alla redazione per chiedere maggiore tutela della spiaggia libera a Marina di Bibbona. A promuovere l’iniziativa è Pier Giorgio Spagli “frequentatore storico”, come si definisce lui stesso, della località balneare. «Frequento Marina di Bibbona dalla fine degli anni ’70 e ho visto questo litorale cambiare nel corso dei decenni», scrive nella lettera con cui accompagna la petizione lanciata nei giorni scorsi sulla piattaforma online.
Al centro della contestazione ci sarebbero recenti provvedimenti che riguardano, spiega Spagli, l’ampliamento di alcune concessioni demaniali marittime, in particolare l’estensione del Bagno Cormorano (chiesta a seguito di perdita di spiaggia per l’erosione) e il rilascio di nuove autorizzazioni nell’area della Fossa Camilla. Secondo il promotore, si tratta di scelte che rischiano di ridurre ulteriormente gli spazi pubblici a disposizione di residenti e turisti.
«Marina di Bibbona non è solo una risorsa economica, ma un bene collettivo che deve rimanere accessibile a tutti. La progressiva riduzione degli spazi liberi rischia di snaturarne l’identità».
Nella lettera viene citato in particolare il caso del Bagno Cormorano. «Nell’estate 2025 non risultava certo in condizioni di saturazione nemmeno nei periodi di massimo afflusso come Ferragosto. Viene quindi spontaneo chiedersi quali siano le reali motivazioni che hanno portato a un ampliamento della concessione proprio a ridosso delle nuove gare». Tra i punti sollevati c’è anche quello relativo all’erosione costiera, motivazione che avrebbe giustificato l’aumento delle superfici in concessione per il 2026.
Spagli chiede di poter accedere agli atti amministrativi e, in particolare, alla perizia tecnica che attesterebbe la perdita di arenile e la conseguente riduzione della profondità della spiaggia rispetto agli anni precedenti. «Da frequentatore storico non ho riscontrato fenomeni strutturali tali da giustificare interventi di questo tipo – scrive –. Le variazioni della linea di battigia in presenza di libeccio sono note, ma temporanee e diffuse lungo tutta la costa».
Altro nodo riguarda la Fossa Camilla, indicata nella petizione come «un’area finora incontaminata che deve restare integra e non essere occupata».
Nel testo pubblicato su Change.org vengono avanzate quattro richieste precise al Comune di Bibbona: la tutela delle aree ancora non interessate da concessioni, la revisione degli ampliamenti autorizzati di recente, la predisposizione di un nuovo piano demaniale che ristabilisca un equilibrio tra stabilimenti balneari e spiaggia libera e l’accesso agli atti relativi ai provvedimenti adottati per il 2026. Infine l’appello a un confronto pubblico sul futuro del litorale. «È importante che su queste scelte vi sia la massima trasparenza affinché l’interesse generale non venga subordinato a quello di pochi operatori». La petizione, aperta nei giorni scorsi, ha già raccolto circa 250 adesioni. Sullo sfondo resta anche il tema delle gare per le concessioni balneari, che secondo le attuali indicazioni dovranno essere bandite entro la fine del 2027, salvo eventuali nuovi rinvii. Un tema destinato quindi a restare al centro del dibattito locale e non solo nei prossimi mesi.
