La novità
Patrizia e Saverio e le piante esotiche coltivate a Cecina
La storia Fiori vistosi, corolle a corona o con “spilli”. Il giro del mondo si fa nell’azienda associata a Cia
CECINA. I suoi fiori carnosi, le brattee a forma di stella in delicate tinte pastello offrono uno spettacolo unico. Le proteaceae, una famiglia di piante ornamentali originarie dell’Australia e del Sudafrica vengono coltivate a Cecina ed esportate per lo più all’estero.
Specializzata in questa produzione esclusiva è l’azienda agricola di Patrizia Lotti e Saverio Paretti che con la loro azienda sono associati a Cia. Milanese lui, arrivato nel 1979, cecinese lei, che ha ereditato la terra del padre, proseguendo l’attività. All’inizio si sono dedicati all’orticoltura, poi al mercato dei fiori recisi, entrando in contatto con la cooperativa Flora Toscana (allora Toscoflora). «Cercavano produttori per allungare la stagione dei fiori – racconta Saverio – ci hanno proposto un progetto di garofano in miniatura per la Gran Bretagna. Nel 2000 abbiamo iniziato con le proteaceae, sempre grazie a Flora Toscana. Il direttore commerciale aveva stretto rapporti col Portogallo, dove conoscevano queste piante dal Mozambico e dal Sudafrica e le coltivavano all’aperto. Per un periodo abbiamo mantenuto sia la produzione per fiore reciso che le piante in vaso, poi abbiamo fatto il grande passo prendendo solo piante in vaso. Abbiamo provato con altre specie ma queste si prestano poco a sistemi di produzione grandi ed erano più adatte alla nostra azienda familiare».
Il merito di Patrizia e Saverio è stato riuscire a coltivare le proteaceae in vaso, muovendosi tra tentativi, tenacia e competenza tecnica. «Un olandese, entrato in contatto con Proteaflora in Australia, le importava con fiore reciso, la cosa strana è stata invece coltivarle in vaso – prosegue – perché sono piante spartane, vengono da ambienti estremi, rocciosi e petrosi, quindi hanno sviluppato la capacità di nutrirsi dei pochi elementi disponibili. Dare loro troppo nutrimento era tossico. In Australia le coltivavano all’aperto, noi in serra. Le tecniche qui si sono rivelate fondamentali. Per avere questa produzione ci sono voluti vent’anni! ». Le varietà che coltivano sono la Telopea, con fiori vistosi rosso brillante, diffusa in Australia, la Protea cynaroides, detta Protea Rex per la sua corolla a corona, che è il fiore nazionale africano, e il Leucospermum, dal fiore rotondo come un cuscino punta spilli. Prendono le talee radicate in Australia e le mettono in vaso, spuntano le piante e le allevano per 12-18 mesi. Le proteaceae hanno bisogno di acqua e molta luce. Fioriscono una sola volta l’anno in primavera-estate, da febbraio ad aprile, mentre le Protee pelose producono fiori in autunno-inverno, da settembre a gennaio. Lo spettacolo a primavera è assicurato, con fiori grandi rossi, giallo pallido e giallo caldo, arancio, bianco, rosa. Tante sfumature pastello che popolano i 6.500 metri quadrati di serre dell’azienda, dove ogni anno si producono circa 25-30mila piante, che vengono vendute per lo più all’estero.
«La Protea cynaroides ha un’ampia diffusione e va in Francia e Nord Europa, Leucospermum e Telopea vanno quasi esclusivamente in Portogallo – spiega Saverio – i portoghesi hanno un clima favorevole e le coltivano all’aperto nei giardini. Qui da noi non è possibile, i terreni sono troppo alcalini e argillosi, meglio nel Sud Italia».
Un altro elemento di successo per l’azienda è la commercializzazione con la cooperativa Flora Toscana, di cui sono soci.
«Con loro facciamo un piano per 5-6 soci – spiega Patrizia, associata anche a Confederazione Italiana Agricoltori – coltiviamo le piante e poi il prodotto torna in cooperativa, che pensa alle vendite. Hanno una rete per la commercializzazione che una piccola azienda come la nostra non potrebbe mai avere. Oggi per esportare all’estero servono le certificazioni o non si vende. Noi siamo stati coraggiosi, ma siamo stati anche supportati nei periodi in cui le vendite erano minori. Per noi tutto è stato possibile grazie alla cooperazione».
