Il Tirreno

Il personaggio

Da Castiglioncello alla Cina del tè: la storia di Jing, l’imprenditrice che vuole portare in Italia una cultura millenaria

di Andrea Rocchi

	Jing Qiao
Jing Qiao

Jing Qiao trasforma la sua passione in un progetto culturale e imprenditoriale che punta a portare in Italia la raffinatezza, i rituali e la filosofia millenaria del tè, unendo tradizione orientale e sensibilità del design toscano

3 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONCELLO. Quello che le preme e che rappresenta l’obiettivo primario del suo progetto è diffondere e promuovere la cultura del tè nel nostro Paese, una cultura millenaria con radici antichissime che ci accompagna nella ritualità e solennità della tazza di té, fatta di gesti, strumenti, atmosfera e soprattutto di una lentezza che ci invita a riflettere oggi con i frenetici ritmi della vita quotidiana. Lei è Jing Qiao, imprenditrice italiana di origine cinese da ventun’anni in Italia, arrivata dapprima in Veneto per studiare (ha frequentato un corso post laurea di commercio estero), poi si è trasferita in Toscana dove ha fondato con Marzio Porri il Dàn Kafè, noto locale cecinese e poi la libreria J Librikafè per anni ritrovo letterario a Portovecchio di Castiglioncello. Lavora da tempo nel settore import-export, specializzata in design di arredo mobili d’ufficio, ma la sua grande passione è da sempre il te, bevanda di cui conosce benissimo origine, storia e proprietà.

La nascita del marchio Qtè

Per questo oggi Jing, che vive a Castiglioncello, ha deciso di portare avanti un progetto che era iniziato nel 2005, rinnovandolo completando e realizzando il marchio Qtè. «Il tè è una delle tradizioni più antiche della storia dell’uomo - afferma Jing - un rituale che attraversa millenni di cultura e contemplazione, portando armonia, equilibrio e consapevolezza nella vita quotidiana». Attraverso le sue conoscenze l’imprenditrice è pronta oggi a portare in Italia e commercializzare quattro tipi di tè: il tè rosso, il tè verde classico, il jasmine e quello di fori.

Un mercato di alta gamma

«Il proposito è quello di introdurmi in un segmento di mercato alto rivolgendo il prodotto a boutique hotel, spa, negozi di design, attività di alta qualità gastronomica abbinando la bevanda anche alla cucina». Per fare questo - ricorda Jing - sarà fondamentale puntare sulla qualità e sulla ricerca del gusto, secondo uno slogan che lei ha già sintetizzatob in un sito internet in fase di allestimento: “Dove la cultura del tè incontra la sensibilità del design italiano." Il messaggio è chiaro: 4000mila anni di cultura, quella del tè, devono essere fatti conoscere è per questo la commercializzazione del prodotto non è il primo fine del progetto di Jing che ci tiene a specificare che il suo sogno è proprio quello di diffondere “la cultura” di questa millenaria bevanda. Diventare, insomma, una sorta di ambasciatrice del tè nel nostro Paese.

Benessere, lentezza e consapevolezza

«Mi piace lavorare sugli effetti benefici del tè - afferam Jing -, valorizzare e favorire la ricerca del benessere, promuovere uno stile di vita che veicola messaggi di lentezza, riflessione e stare bene con sé stessi».

Il progetto verso il 2026

Da diverse settimane l’imprenditrice sta lavorando per dare gambe al progetto Qtè avvalendosi anche della consulenza di studi grafici, fotografici e di design (B&N studio di Ponsacco che ha realizzato il logo), rafforzando i contatti già avviati da tempo con la sua attività. Il 2026 sarà l’anno chiave per far decollare un sogno cullato da oltre venti anni.

Il conflitto
Diretta

Guerra Iran–Usa-Israele, fuoco senza fine: missili sull’Azerbaigian, petroliera colpita al largo del Kuwait. Le reazioni in Italia – Gli aggiornamenti

di Tommaso Silvi e Luca Barbieri