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Rosignano, pale eoliche oltre agli impianti: si allarga il piano di Scapigliato

di Claudia Guarino
Rosignano, pale eoliche oltre agli impianti: si allarga il piano di Scapigliato

In commissione il punto sui progetti per il futuro del polo. L’amministratore unico: «Sono stati inoltrati documenti in Regione così da poter avviare gli iter autorizzativi»

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ROSIGNANO. L’impianto per la produzione del compost, quello per smantellare o recuperare i Raee e quello per produrre biodisel. E poi, ancora, lo sviluppo del trattamento meccanico biologico e di quello degli sfalci, oltre all’installazione di pannelli fotovoltaici e – perché no? – la costruzione di pale eoliche. A fare il punto sul piano industriale di Scapigliato e sulla «planimetria dei nuovi impianti che il 26 novembre abbiamo inoltrato alla Regione Toscana per avviare gli iter autorizzativi» è l’amministratore unico di Scapigliato Francesco Girardi, presente ieri in commissione per relazionare sul tema riprendendo le fila del programma già esposto pubblicamente mesi fa.

Come sappiamo il piano industriale del polo impiantistico di Rosignano è legato a doppio filo con la necessità di arrivare nel giro di quattro anni allo stop dei conferimenti in discarica, così come disposto dal piano regionale per l’economia circolare. Cosa che comporterà una perdita di entrate per Scapigliato e, di conseguenza, anche per il Comune di Rosignano che la partecipa all’83,5%. Comune che, oltretutto, con la riduzione del canone concessorio dovrebbe rimetterci circa sei milioni l’anno. Ecco, dunque, che diventa indispensabile pensare a un’alternativa futura, anche per salvaguardare l’occupazione. Da qui il piano per dar vita a nuovi impianti che vale circa 26 milioni di euro.

«Se usciranno bandi – ha detto Girardi – abbiamo progetti da presentare. E se ciò non dovesse succedere un mutuo a 20 anni potrebbe costare un milione e quattro all’anno». L’amministratore, inoltre, ha detto che sta cercando di capire «come dal punto di vista economico questi impianti possano soppiantare i ricavi della discarica. Non è semplice, ma la discarica sostiene anche altri costi che in futuro potrebbero non esserci. Allora questo sviluppo impiantistico potrà riuscire a salvare i posti di lavoro e a ridurre i costi energetici. E c’è una tenuta sostanziale dei bilanci aziendali». Altro discorso è l’effetto sulle casse comunali.

In commissione Girardi ha quindi ricapitolato il piano industriale spiegando quali impianti si costruiranno ex novo e quali, invece, si potenzieranno. In breve: un impianto che tratta la frazione organica per produrre compost; un rafforzamento del trattamento degli sfalci; un potenziamento della lavorazione della frazione organica stabilizzata (un tipo di compost, ndr); un impianto per smembrare o rigenerare gli elettrodomestici e un impianto per produrre carburante bio dall’olio vegetale esausto. Con un occhio, in prospettiva, alle energie alternative. Il fotovoltaico, per esempio. «Potremmo iniziare i lavori nel 2026 e l’impianto che andrà a ridurre i costi elettrici». Poi c’è l’eolico. «Abbiamo fatto un sopralluogo per capire se c’è uno sviluppo possibile per mettere qualche pala eolica. Abbiamo iniziato ad analizzare le analisi anemometriche della stazione meteo di Scapigliato e sembrerebbero confortanti. I sensori sono in basso, ma ci fanno dire che conviene fare eolico. Se poi i soci ritengono che possa essere uno sviluppo da perseguire presenterò le risultanze di uno studio di fattibilità e ne discuteremo». Il consigliere Enzo Calderone di Fratelli d’Italia sa già che non sarà d’accordo. «Mi sembra che come territorio abbiamo dato abbastanza con Scapigliato. Le pale eoliche andrebbero a impattare ancora di più. Sarebbe meglio trovare un’altra soluzione».

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