Sanità
Strade, 206 ancora chiusa ai tir: protestano le associazioni
Cna e Confartigianato sul piede di guerra contro la proroga- Intanto la prefettura annuncia anche l’ipotesi autovelox
ROSIGMNANO. «Cna e Confartigianato sono contrarie a una proroga annuale del divieto di transito ai mezzi pesanti per le 24 ore sia sulla Statale Aurelia che sulla Regionale 206 già in vigore dal 15 aprile al 15 ottobre 2025» A parlare sono i presidenti provinciali delle due associazioni Carlo Santucci per Cna e Marco Laurenza per Confartigianato.
I rappresentanti delle associazioni di categoria avevano espresso addirittura la volontà di riaprire la regionale 206 al traffico dei camion in anticipo rispetto alle decisione iniziale in virtù di un “danno” alle loro aziende che avevano quantificato in svariate migliaia di euro. Infatti con le due arterie chiuse tutti coloro che, con i camion, ogni giorno, o più volte alla settimana si spostano tra i Comuni della costa sono costretti a pagare il pedaggio autostradale, aumentato ulteriormente dell’11 per cento dal primo settembre e di un totale del 15% nell’arco dell’intero 2025.
«La sicurezza delle strade – aggiungono i due presidenti rivolgendosi al prefetto che intende prorogare il divieto – è una priorità assoluta soprattutto per gli autotrasportatori che ogni giorno rischiano la vita su di esse, ma la soluzione non può essere la chiusura delle arterie bensì l’adozione di misure di prevenzione, dissuasione, controllo, repressione e manutenzione. Alla riunione in prefettura pensavamo finalmente di discutere dei promessi rimborsi per i danni economici che la chiusura di ben sei mesi ha causato all’autotrasporto, per i quali ancora nemmeno un euro è ancora tornato nelle tasche delle imprese, ed invece il prefetto ha annunciato questa intenzione».
E non solo, il prefetto ha anche annunciato di valutare l’installazione di tutor e autovelox sulla 206 proprio permigliorare la sicurezza («che viene al primo posto» sulla strada).E anche per questo aprirà un tavolo di confronto con la Regione Toscana, ente proprietario della 206 e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per valutare possibili interventi infrastrutturali e di messa in sicurezza.
«Le decisioni – alzano il tiro della protesta i rappresentanti delle associazioni – vanno assunte sulla base di dati certi e documentabili; siamo ancora in attesa di avere dalla prefettura i dati di incidentalità grave dovuta ai mezzi pesanti su cui è stata basata la prima improvvisa estensione a sei mesi del divieto che da anni aveva riguardato esclusivamente i mesi di luglio e agosto e solo nella fascia diurna: quanti incidenti storicamente ci sono stati e di quale entità rispetto al numero dei transiti giornalieri? Su quali dati si basa adesso la previsione di una proroga dei divieti?»
«Per la Regionale 206 il 3 settembre avevamo addirittura già avanzato al prefetto la richiesta di sospensione immediata del divieto per l’oggettivo calo del traffico turistico, evidenziando che ogni giorno di chiusura comporta aggravi economici alle imprese di autotrasporto deviate sul tratto autostradale; in subordine, avevamo chiesto fino al 15 ottobre l’estensione delle deroghe al divieto di transito sulla Statale 206 per i mezzi pesanti che riforniscono i supermercati e quelli che trasportano materiali di cava diretti a cantieri e impianti non con mezzi d’opera; ancora in subordine il ripristino delle fasce orarie di apertura al traffico pesante almeno sulla 206 previste nei decreti emessi dalla prefettura negli anni precedenti».
Pensare di chiudere soprattutto la 206 per tutto l’anno al traffico pesante, fanno presente le associazioni, significa dare un duro colpo all’economia locale votata alla logistica ma già pesantemente penalizzata in termini di infrastrutture. Vuol dire penalizzarne la competitività.
«Sat ha accertato 300mila euro di pedaggi in più solo nei primi due mesi e mezzo di vigenza del divieto. Imporre maggiori costi sul trasporto significherà imporre maggiori costi sulle merci che partono o arrivano a Livorno, sia che siano dirette al porto o alle imprese, sia ai cittadini. La maggiore sicurezza sulle strade è un costo che deve essere della collettività e non solo dell’autotrasporto, che già molto investe sulla sicurezza dei propri mezzi e degli autisti».
Cna e Confartigianato appoggiano in pieno la proposta del Comune di Livorno di chiedere un incontro al Ministero per sollevare la questione di un esonero dal pagamento dei pedaggi per le imprese della provincia di Livorno, ed alla Regione per realizzare interventi urgenti per elevare la sicurezza della Regionale 206.
«Allo stesso tempo _ concludono _ chiediamo a tutti i comuni interessati dal transito delle due arterie, ed a quelli che hanno sul proprio territorio aziende di autotrasporto che regolarmente le percorrono, di fare rapidamente la loro parte deliberando gli importi da destinare al finanziamento del bando che la Camera di commercio deve aprire per l’erogazione dei rimborsi alle imprese locali di autotrasporto».l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
