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L'intervento

Cecina, l’aviosuperficie “Porta della Maremma” rilancia il turismo dal cielo

di Michele Falorni
Cecina, l’aviosuperficie “Porta della Maremma” rilancia il turismo dal cielo<br>

È lunga 800 metri e ricade su un terreno del demanio militare, richiesto l'utilizzo della seconda pista al ministero

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CECINA. L’aviosuperficie di Cecina, “Porta della Maremma”, apre dal punto di vista geografico ampie prospettive turistiche. Questa è la premessa. La pista lunga, circa 800 metri a superficie erbosa, ricade sul demanio militare e il Comune di Cecina, conferma la sindaca Lia Burgalassi, ha inoltrato la domanda al ministero della Difesa per poterla nel tempo co-utilizzare. L’altra, 400 metri, è usata dall’aeroclub “Enore Belcari” che vi svolge varie attività.

La zona del Paduletto, che le ospita, registra lanci di paracadutisti e in maggior parte i voli degli aerei ultraleggeri, che ogni giorno percorrono tratti di costa e raggiungono le isole non solo dell’arcipelago toscano. «Il rapporto con l’amministrazione è proficuo – spiega il presidente dell’aeroclub Antonio Borzillo – e siamo molto soddisfatti perché l’obiettivo è rendere sempre più funzionale l’impianto. Sulla nostra pista si lanciano i militari paracadutisti e inoltre svolgiamo sostegno alla Protezione civile nel settore antincendio boschivo. I nostri soci praticano il paramotore, ovvero volano in modo simile al parapendio ma con l’aiuto di un propulsore, e con gli ultraleggeri. Ospitiamo anche l’aviazione generale, quindi areomobili come i Cessna e i Piper provenienti pure dall’estero, che qui scalano per poi raggiungere l’isola d’Elba, la Sardegna e la Corsica».

Una posizione strategica

Per quanto riguarda la posizione dell’aviosuperficie, è strategica ed è semplice spiegarne il perché. L’area si trova vicino al mare e a pochi chilometri da Bolgheri, patria non solo dei vini famosi in tutto il mondo, e da Castiglioncello, la “Perla del Tirreno” dove alcune personalità sono ormai di casa. L’Elba è una delle mete preferite, senza dimenticare a monte le città d’arte che hanno reso iconica la Toscana: Volterra per gli Etruschi, Firenze e Siena per altri capolavori artistici. Ai quali si aggiungono l’ampio settore dell’enogastronomia e la bellezza del paesaggio, un autentico museo a cielo aperto.

La storia della pista

Un invito esplicito agli stranieri, e non solo a loro, a visitare la nostra regione. La pagina internet della “Porta della Maremma” ricorda infine che la prima pista venne aperta nel 1925 proprio al Paduletto, già chiamato “Il Paiolo”, e nel 1930 Cecina fu sede di tappa del primo Giro aereo d’Italia organizzato da Italo Balbo. Nel 1945 la pista fu dismessa. Nel 1987 si costituì il club e solo nel 1991 grazie a pochi appassionati venne riaperta e ridata vita alla tradizione aeronautica cecinese, altro capitolo di storia della città. L’aviosuperficie di Cecina, denominata “Porta della Maremma”, grazie alla concessione del demanio militare, sorge proprio nell’area di origine “Ex Campo di Fortuna”. Il sodalizio è intitolato ad Enore Belcari, uno dei fondatori e conta su 50 soci che, con la passione condivisa per il volo, rendono la struttura efficiente in ogni periodo dell’anno. 

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