Il Tirreno

Servizi

Cecina, Villa Flora riapre in estate: il risiko degli uffici comunali

Cecina, Villa Flora riapre in estate: il risiko degli uffici comunali

Ecco quali sportelli saranno collocati nell’ex Casa del Fascio

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Tra i tempi di chiusura del cantiere e quelli del trasloco e dell’arredo delle stanze, Villa Flora, l’ex casa del Fascio che si affaccia su piazza Carducci, dovrebbe tornare a essere sede comunale entro la stagione estiva. L’intervento di recupero, riqualificazione e consolidamento, necessario per rendere l’edificio di nuovo agibile e “abitabile” è iniziato a metà 2023 e si è prolungato, causa ritardi dovuti soprattutto al maltempo, fino ad oggi.

I fondi arrivano per gran parte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: 1, 2 milioni di euro il valore della spesa complessiva, in parte sostenuta da un mutuo da 429mila euro acceso dall’amministrazione. Qui andranno tutti gli uffici “politici”: quello della sindaca Lia Burgalassi, degli assessori, del presidente del Consiglio comunale. Mentre nella sede comunale a fianco, il cui ingresso si affaccia su viale Marconi, troveranno sede tutti gli uffici comunali, tecnici e amministrativi, con il piano terra dedicato in particolare agli uffici che hanno apertura al pubblico. Il Comune Amico sarà, come adesso, il primo accesso all’ingresso ma subito dopo troveranno spazio gli uffici dei Servizi demografici (Stato civile e Anagrafe) che attualmente sono rimasti al piano terra dell’ex Pretura in piazza della Libertà.

Villa Flora torna quindi ad ospitare il Municipio: realizzata nei primi anni del Novecento come abitazione privata dei fratelli Cino e Niccola Zazzeri, venne venduta successivamente al Partito Fascista nel novembre del 1933 e adibita a Casa del Fascio. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale la villa venne confiscata e passò tra i possedimenti del Demanio dello Stato, da cui il Comune ha dovuto acquistarla prima di poter procedere all’intervento di recupero. Il Comune, negli anni della seconda guerra mondiale, aveva la propria sede in quello che viene appunto comunemente chiamato “Comune Vecchio”, il Palazzetto dei Congressi. Pesantemente danneggiato dai bombardamenti, venne però abbandonato e la sede comunale trasferita nella ex Casa del Fascio, dove è rimasta fino a non molti anni fa. Fino a quando nel marzo 2014 l’edificio viene dichiarato inagibile. Sono seguiti anni di peregrinazioni per gli uffici comunali, con l’abbandono di via Boccaccio dove avevano sede gli uffici comunali e all’approdo in via Landi. Una sistemazione temporanea lasciata, anche questa, quando emerse la possibilità che Cecina perdesse la Tenenza della Guardia di Finanza a causa della mancanza di una sede. A quel punto nuovo trasferimento: da via Landi a piazza della Libertà, mentre andavano avanti i lavori di recupero dell’attuale sede comunale in piazza Carducci, un tempo scuola elementare.

La parentesi di piazza della Libertà si è conclusa in tempo di pandemia, quando gli uffici comunali hanno nuovamente lasciato spazio a quelli della Società della Salute e dei servizi sociali, che avevano necessità di lasciare il presidio ospedaliero. E il trasloco li ha portati dove sono adesso. Con il completamento del recupero di Villa Flora si conclude una sorta di odissea, durata peraltro anche più del viaggio di Ulisse, e si raggiunge l’obiettivo di radunare in un’unica area tutti gli uffici comunali. Restano fuori da piazza Carducci, ma sono a due passi, gli uffici di via Rossini. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»