Il Tirreno

Povertà

Cecina, a 80 anni dorme in strada: scatta l’allarme per il freddo. L’appello di Giulia e il problema: un dormitorio non c’è

di Ilenia Reali
L’intervento ieri sera dei volontari dell’Unità di strada della Misericordia di Palazzi (fotoservizio Falorni/Silvi)
L’intervento ieri sera dei volontari dell’Unità di strada della Misericordia di Palazzi (fotoservizio Falorni/Silvi)

Il caso sollevato dopo la segnalazione di una lettrice: «Le ho portato un piumone, mi ha baciato le mani»

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CECINA. Con le mani callose, coi solchi scavati dal freddo, ha preso tra le sue le mani morbide della signora Giulia Di Girolamo e gliele ha baciate. Grazie, grazie, grazie. Lo ha ripetuto più volte sotto i portici, con gli occhi gonfi e la pelle delle guance dura e nera come cuoio. Nessuno sa quale sia il suo nome, né perché dorma in strada, sotto il vecchio Comune, in vicolo Bargili o in piazza Guerrazzi. Avrà ottant’anni, ha origini rumene, parla pochissimo l’italiano. Raccontano i volontari dell’Unità di strada della Misericordia di San Pietro in Palazzi che a volte è più tranquilla e racconta dei suoi malanni, di quella vita dura. Altre volte non vuole essere avvicinata e scaccia chi le va intorno. Non avrebbe malattie psichiatriche evidenti ma nessuno l’ha mai visitata. Hanno parlato con lei i volontari, l’assessora ai servizi sociali del Comune, forse le assistenti sociali dell’Asl.

È quasi più complicato ricercare tra le competenze per togliere l’anziana dalla strada che ricostruire la sua vita. Mercoledì sera ha parlato anche con Giulia che l’ha vista e non ha tirato dritto. “Una signora in terra dormiva al freddo con 7 gradi… Mi è pianto il cuore. .. e non ci ho più visto! Sono tornata a casa ho preso piumone, biscotti, pane e acqua e glieli ho portati insieme a mia madre. Mi ha preso le mani, me le ha baciate. Facciamo questo miracolo, troviamole un posto caldo”. Ha scritto al Tirreno. Troviamole un posto caldo. Prima telefonata. Primo intoppo. In tutta la Costa degli Etruschi non c’è un dormitorio. Lo spiega l’assessora Simona Salvadori: «Non c’è. I più vicini sono a Livorno e a Grosseto. In questi casi ci sono i volontari della Misericordia. So chi è, ho provato a parlarci anch’io, ho segnalato a tutti il caso. Se non è residente la competenza è dell’Asl».

Seconda telefonata. Laura Brizzi, presidente della Società della salute delle Valli Etrusche (Asl) . Secondo intoppo. «Vero, non c’è un dormitorio, stiamo predisponendo un piano con Piombino ma al momento non c’è. Non c’è neppure un piano per l’emergenza freddo come nelle grandi città dove nelle notti particolarmente gelate si aprono palestre o chiese riscaldate». C’è un piano povertà però. Ci sono alloggi per uomini e famiglie in difficoltà. «Le assistenti sociali non conoscono il caso ma ci attiviamo, cerchiamo di attivare un servizio di urgenza: per 72 ore possiamo trovare una soluzione, un posto dove dormire. Da qui potrebbe essere inserita in un percorso di aiuto».

Lei, donna con un grugnito al posto del sorriso, diventa un’emergenza. L’ha vista Giulia, ha scritto al Tirreno, e tutti l’hanno vista bene: «Eh no, nel 2024 non ci si può girare dall’altra parte». L’ha vista anche Cecilia Meini responsabile del servizio di strada. E lei lo dice chiaramente: non è la prima volta. Ma dove portarla? Sono le 21 di ieri sera. «Con me parla un po’ di più. Stamani, ieri ndr, stava male. Forse la notte al freddo. Stasera sta un po’ meglio ma non ci vuole intorno. È infastidita da un altro senzatetto, quello che ora sta cantando a squarciagola. Lo sente?». No, non è l’unica. Dormitori non ce ne sono, piani per l’emergenza freddo neppure. Ieri sera erano tutti lì, in piazza, a cercare una soluzione. Quando scriviamo non sappiamo ancora come si chiama quella donna di carnagione bianca e col viso di cuoio, perché è in strada e neppure dove avrà dormito durante la notte. Forse servono altri giorni per il miracolo di Natale. Per lei e per gli altri senzatetto. Speriamo non faccia troppo freddo, però.

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