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Sopralluogo al teatro Solvay: «Interventi urgenti da fare»

Il teatro Solvay ceduto al Comune dalla società
Il teatro Solvay ceduto al Comune dalla società

L’assessore: «Il rischio altrimenti è doverlo sgomberare»

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ROSIGNANO. Impianti di riscaldamenti che non funzionano, infissi da cambiare, lavori di messa in sicurezza: a guardarlo bene, senza fermarsi a uno sguardo superficiale, il bellissimo teatro di Solvay non se la passa bene tanto che sono necessari lavori considerati «piuttosto urgenti» e «di messa in sicurezza».

A sostenerlo è l’assessore Giacomo Cantini che con l’assessora Giulia Quintavalle proprio ieri ha fatto un sopralluogo dopo che gli utilizzatori della struttura avevano fatto presente come fossero necessari dei lavori, soprattutto in alcune aree.

«Dobbiamo fare i lavori – spiega l’assessore al patrimonio Cantini – perché ci sono finestre senza vetri, al primo piano non c’è il riscaldamento. Siamo arrivati da pochi mesi e coloro che gestiscono le attività culturali si stanno lamentando perché si sono sentiti abbandonati. Dovremo parlare con gli uffici per capire quante risorse ci sono a disposizione, fare un elenco delle priorità a partire dalla messa in sicurezza anche per avere un utilizzo più ampio».

L’obiettivo dell’amministrazione comunale guidata da Marabotti, è insediatasi a giugno, sarebbe quella di utilizzare anche il parco per fare iniziative: eventi, mercatini, spettacoli. «Purtroppo è tardi ma sarebbe stato bello organizzare qualcosa per il periodo natalizio».

Proprio in questi giorni si sta cercando di capire se sarà possibile accedere al bando regionale per la riqualificazione e che tempi ci sono per fare i lavori: il piano terra è in una condizione migliore mentre agli altri piani la situazione non è buona . «Il nostro obiettivo è quello di valorizzarlo al meglio, anche tutta l’area verde circostante».

Del resto il teatro di Solvay è legato alla frazione e alle sue attività culturali da sempre: qualche anno fa fu ceduto dallo stabilimento al Comune a un prezzo simbolico di un euro.

«Lo stabilimento Solvay – ne racconta la storia del teatro l’assessore – aveva previsto, fin dagli inizi, la costruzione di un grosso complesso da destinare alle attività ricreative e ludiche. Trattandosi di un progetto ambizioso, che richiedeva tempi lunghi, fu decisa la costruzione di una struttura provvisoria, aperta nel 1921. Tale struttura, che si componeva di due corpi adiacenti, costruiti in mattoni, venne realizzata ai margini del lotto di terreno, lungo il viale Ernest Solvay dove poi sarà costruito il teatro definitivo. Nonostante la sua provvisorietà la struttura era pienamente funzionale».

La parte più ampia, con fronte parallelo alla strada, ospitava il teatro, composto da una grande sala e da un palcoscenico, provvisto di camerini e locali di ricovero per le scenografie.

In una struttura più piccola adiacente erano ricavate la cucina e la sala da pranzo. Il circolo vero e proprio disponeva di una sala gioco, di una sala di lettura e di una biblioteca. «Tutt’ora – aggiunge Cantini – si continua a fare attività: al piano terra c’è il teatro di cui viene presentato il cartellone nei prossimi giorni, la sala come cinema, l’università del tempo libero, un’associazione di danza».

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