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Degrado in spiaggia

Vada, ingabbiato il pontile Bonaposta: scatta anche il divieto di balneazione

Il pontile Bonaposta a Vada con le gabbie per impedire l’accesso alla struttura pericolante
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Il pontile Bonaposta a Vada con le gabbie per impedire l’accesso alla struttura pericolante

La struttura di proprietà del Comune di Rosignano è pericolante

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VADA. Il pontile Bonaposta a Vada è pericolante. Scatta così l’ordinanza firmata dal vicesindaco Mario Settino che vieta non solo di avvicinarsi al molo ma anche di immergersi nelle acque adiacenti alla struttura ormai fatiscente. Divieto dunque di balneazione al pontile.

L’ordinanza, la numero 699, è chiara: divieto di accesso e avvicinamento al pontile da qualunque lato e divieto di balneazione nello specchio di acqua circostante il perimetro dello stesso per una distanza di 5 metri. Intanto il molo è stato recintato e sono stati messi cartelli di divieto di transito.

Il pontile Bonaposta, conosciuto anche come pontile Lamberti, a sud del fosso Tripesce, si trova da decenni in uno stato di avanzato degrado. Già nel 2011 si denunciavano crolli con gravi problemi di sicurezza. Naufragato il progetto di ristrutturazione del manufatto per realizzarvi un ristorante anche per le prescrizioni sopraggiunte dalla Regione Toscana, quel pontile, che si protende per circa 100 metri verso il mare, realizzato con cemento e ferro, è stato praticamente abbandonato diventando così ancora più pericoloso.

Era stato recintato dalle passate amministrazione comunali proprio per impedire alle persone di accedervi. «Ma la recinzione – spiega il vicesindaco di Rosignano Mario Settino – era stata completamente abbattuta. Nei giorni scorsi ci sono giunte segnalazioni di nuovi problemi e di persone che utilizzavano il molo come trampolino per fare i tuffi. In due giorni, grazie all’impegno degli uffici competenti e degli operai che hanno agito sul posto, il molo è stato completamente recintato e sono stati messi cartelli di divieto di accesso». Che aggiunge: «Il manufatto è di proprietà del Comune e visto il suo degrado e la sua pericolosità abbiamo emanato l’ordinanza affinché nessuno si avvicini in quell’area neanche via mare».

Le condizioni di degrado sono tali da costituire pericolo per la pubblica incolumità di chi vi transita. Ma si è reso necessario anche il divieto di balneazione perché, come viene specificato nell’ordinanza: “La recinzione non impedisce del tutto l’avvicinamento al pontile lato mare: ed è impossibile, a causa del moto ondoso, realizzare una ulteriore recinzione nello specchio di acqua circostante”. Il timore è inoltre quello, visti i frani, che possano essere presenti sul fondo marino circostante detriti o altro materiale non visibile, proveniente dal pontile, che potrebbero ferire le persone o provocare danni. Per questo motivo l’amministrazione comunale ha ritenuto necessario provvedere tempestivamente a impedire l’avvicinamento e l’accesso sopra e sotto al pontile anche lato mare al fine di tutelare la sicurezza della balneazione e l’incolumità pubblica di coloro che potrebbero avvicinarsi alla struttura.

Negli anni tante le proposte avanzate anche dai residenti circa l’utilizzo, la riqualificazione o l’abbattimento di questo pontile il cui stato di conservazione è precario. L’ultima proposta, solo per fare un esempio, è arrivata pochi mesi fa dal Comitato civico SiAmo Vada che ha chiesto la demolizione di questo relitto, allo scopo di rendere pienamente fruibile quel tratto di spiaggia.

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