Coleottero killer, a Rosignano giù 953 piante: adesso le trappole nei giardini
Dopo un anno la campagna di eliminazione passa alla fase due
ROSIGNANO. Esattamente 953 alberi da frutto abbattuti in un anno per debellare il coleottero killer e trappole piazzate nei giardini per scongiurare un’eventuale ripresa del focolaio. Ecco il bilancio dell’operazione anti cerambicide portata avanti dal Servizio fitosanitario della regione Toscana e dal Comune di Rosignano. L’obiettivo è scongiurare la diffusione del cosiddetto Aromia Bungii, insetto che si insinua nei tronchi delle piante scavando gallerie mortali. Conclusa la fase uno della campagna (lo sterminio degli alberi infetti) ora si passa al secondo step: il monitoraggio. Ma andiamo con ordine.
Il focolaio
Quello individuato a Rosignano Solvay è il primo focolaio di questo genere in Toscana. A scoprirlo è stato un residente che lo scorso anno ha segnalato al Servizio fitosanitario regionale cinque albicocchi malati da cui sono poi stati prelevati tre insetti. Si trattava – fanno sapere dall’ufficio livornese – di esemplari provenienti da focolai italiani. La Regione, comunque, ha subito circoscritto una zona infestata e un’area cuscinetto, cioè una fascia di sicurezza di un chilometro oltre i confini della zona infestata. Superfici, queste, poi estese considerando il rinvenimento di altri focolai. Il coleottero è stato trovato in un’area circoscritta tra l’Aurelia, il fosso bianco, via del Partigiano, via Veneto e oltre. Più in due aree tra via Solvay e via Piave e tra via Filidei e via Fermi. Ed entro questo perimetro sono state abbattute – come da disposizioni regionali – tutte le piante del genere Prunus L (albicocchi, susini, peschi, ciliegi, mandorli) che sono risultate infettate o che hanno mostrato sintomi. Dall’inizio della campagna sono state abbattute 953 piante, il 90% delle quali posizionate nei giardini dei privati e, per il resto, in aree pubbliche o di proprietà della Solvay (che si è accollata le spese per la sua parte). Una volta abbattuti gli alberi, gli incaricati si sono anche occupati di distruggere rami e tronchi, così da eliminare i coleotteri eventualmente presenti al loro interno.
Il monitoraggio
«Ma le attività – fanno sapere dal Comune – non sono terminate. Al momento nell’area infestata e nell’area circostante sono state posizionate trappole entomologiche per verificare l’eventuale presenza di insetti adulti. Contemporaneamente, il Servizio fitosanitario regionale, direttamente o tramite esperti incaricati, sta svolgendo indagini accurate per verificare la presenza di altre piante infestate». Alla luce di tutto ciò, il Comune invita a non toccare e a non rimuovere le trappole installate sul territorio. Da palazzo Civico ricordano inoltre «che la collaborazione da parte dei cittadini è fondamentale, sia per la segnalazione di casi sospetti, sia per le fasi di indagine e di rimozione delle piante infette. Finora la comunità di Rosignano ha dimostrato un alto senso civico, collaborando attivamente con il Servizio fitosanitario per combattere l’infestazione». La speranza, a questo punto, è di essere riusciti a eradicare il cerambicide dal collo rosso. O, quanto meno, a evitare una sua ulteriore proliferazione.
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