Meteo
Cecina, niente rinforzi e ferie estive annullate: gli infermieri minacciano lo sciopero
Il sindacato: «Tra i tanti disagi stiamo scontando il blocco delle assunzioni»
CECINA. Stato di agitazione già dichiarato. E sul tavolo c’è l’intenzione di arrivare a proclamare due giorni continuativi di sciopero alla fine di giugno, a meno di novità da parte dell’Azienda sanitaria Toscana Nordovest. È questo il quadro che tratteggia la segreteria territoriale del sindacato infermieri Fsi Usae. Il tentativo di scongiurare il blocco verrà fatto l’11 giugno al tavolo del prefetto di Livorno dove si proverà a trovare una linea di conciliazione.
Nella cornice in cui si muovono le rivendicazioni «c’è la proposta dell’azienda di modificare il regolamento in cui si fissano i servizi minimi essenziali, quelli che devono essere garantiti dal personale in caso di sciopero – dice il sindacato del comparto –. Di fatto, nella bozza che ci è stata presentata si allarga la platea dei servizi finendo così per comprimere in via indiretta il diritto allo sciopero».
Al tema di scenario la segreteria Fsi Usae ne affianca uno contingente. «Il blocco delle assunzioni nella zona delle Valli Etrusche e all’Elba lo scontiamo in modo più pesante rispetto ad altri territorio dell’Asl. Per esempio, stando a Cecina il rinforzo estivo che in passato prevedeva 5 infermieri e altrettanti Oss per fronteggiare i carichi del pronto soccorso quest’anno non ci sarà. E così il personale del reparto sarà costretto a saltare le ferie estive, si tratta di un comportamento antisindacale che crea un grave disagio ai lavoratori. In genere l’Asl attivava dei contratti interinali mentre quest’anno verrà proposto solo un progetto di attività aggiuntiva, ovvero di straordinari per chi è già al lavoro». E in prospettiva nel reparto dialisi «di 11 infermieri in servizio due all’inizio del prossimo anno andranno in pensione e per operare in quel reparto servono dai 4 ai 6 mesi di addestramento. Se non verranno sostituiti ciò si tradurrà per gli assistiti in minori possibilità per cui alcuni saranno costretti a spostarsi. Anche il centro trasfusionale è in sofferenza. E non va meglio in pediatria, anche qui mancano infermieri e Oss».
Il livello di preoccupazione del sindacato è alto: « L’azienda sta imponendo agli infermieri del territorio la pronta disponibilità per coprire i servizi la domenica pomeriggio e il ricorso agli straordinari per tappare i buchi che si stanno creando. Basta pensare che nel prossimo triennio a fronte di mille uscite programmate per pensionamento del personale sanitario con previste solo 900 assunzioni con i tagli che giocoforza si concentrano sul personale infermieristico e gli operatori socio sanitari (Oss). Già oggi tanti reparti sono al collasso, con il personale che è costretto sistematicamente a saltare riposi e ferie». Che sottolinea: «Viene da chiedersi come pensano di far partire i progetti e tenere in piedi i servizi, dalla sala di elettrofisiologia a Cecina all’ospedale di comunità di Rosignano, per non parlare degli infermieri di famiglia».
Sul tavolo tra i tanti punti di rivendicazione c’è anche il tema del «divario fra nord e sud del territorio aziendale, creando plateali discriminazioni di fatto sia fra lavoratori della stessa azienda che fra cittadini che ricevono diverse qualità di prestazioni, soprattutto per quanto riguarda il dipartimento Emergenza e Urgenza. Nelle Valli Etrusche siamo rimasti l’unica zona senza l’organizzazione con auto con medico e ambulanze con infermieri».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
