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Schianto mortale al casello, Fiorillo (Aci): «Strage che si poteva evitare o ridurre di gravità, vi spiego come»
Il presidente dell’Aci livornese interviene sull'incidente di Rosignano: «Parco auto da rinnovare, la tecnologia salva vite»
ROSIGNANO. In che modo si sarebbe potuto evitare – o quantomeno ridurre nella sua gravità – il tragico incidente avvenuto al casello autostradale di Rosignano Marittimo? È questa la domanda a cui, a oltre ventiquattr’ore dall’accaduto, in molti cercano di dare risposta. E forse uno scenario diverso effettivamente avrebbe potuto essere possibile. Anche considerando l’ipotesi (quella attualmente più accreditata) che il turista tedesco alla guida dell’Honda nera che come un proiettile ha investito il gabbiotto del casellante e le auto in coda sia stato vittima di un improvviso malore.
«Sarebbe bastato che l’auto che ha innescato l’incidente fosse dotata di un dispositivo di frenata d’emergenza: in quel caso il sensore può recepire un ostacolo anche a 50 metri di distanza e, anche se a velocità elevata, ridurla in vista dell’impatto anche del 40%». A parlare è il presidente dell’Aci Livorno Marco Fiorillo, da tempo impegnato nel sollecitare un rinnovamento del parco auto sul territorio perché «la tecnologia – spiega – ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. E può davvero, in alcuni casi, arrivare a salvare delle vite umane».
L’innovazione utile
La battaglia sul rinnovamento del parco auto sul territorio è una di quelle che Aci porta avanti da tempo. «Sollecitiamo costantemente a promuovere sul mercato veicoli moderni, dotati di quelle che già da alcuni anni sono diventati dispositivi di sicurezza di altissima utilità – commenta Fiorillo – ma non è semplice. In Italia, e anche nella provincia di Livorno, siamo indietro anni luce sotto questo aspetto».
I dati parlano chiaro. Secondo quanto riporta l’Aci di Livorno solo una percentuale tra il 30 e il 40% dei veicoli in circolazione «possiede dispositivi come la frenata assistita o la frenata di emergenza – spiega il presidente dell’Automobile Club livornese – e non è che siamo la “pecora nera”: questo è un dato che rispecchia anche la fotografia nazionale. È facile intuire quindi come la maggior parte dei mezzi in circolazione in realtà non abbia dispositivi in grado di evitare incidenti di grande portata, per sé e per gli altri automobilisti. Non parlo delle ultime tecnologie testate sul mercato, come ad esempio auto a guida autonoma o in grado di valutare lo stato di salute o di veglia di chi è al volante – chiarisce Fiorillo – ma appunto di sensori, come quelli per la frenata di emergenza, che rilevano un ostacolo anche a decine di metri dal paraurti anteriore del veicolo». Ripensando all’incidente di domenica «l’auto dei turisti tedeschi avrebbe potuto avvertire l’ostacolo, per quanto elevata fosse la velocità, e innescare la frenata. Magari l’incidente sarebbe avvenuto ugualmente – conclude – ma le conseguenze sarebbero potute essere minori. E si sarebbe forse evitata una terribile strage».
Migliorie al casello
Ma c’è anche un’altra questione: quella del casello di Rosignano Marittimo, scenario negli ultimi anni di vari incidenti mortali. «Non è comunque da ritenere un casello pericoloso – spiega il presidente dell’Aci Livorno – anche se, vista la conformazione molto ampia e quasi in rettilineo in ingresso alla barriera, si possono pensare alcune migliorie. Ad esempio si possono aumentare gli avvisi luminosi per avvertire della vicinanza al casello gli automobilisti, anche in orario notturno – spiega Fiorillo – mentre un altro problema è legato ai tagli di traiettoria per incolonnarsi in uno dei corridoi di uscita: per facilitare l’arrivo delle auto e ricordare a chi guida di rallentare si potrebbero delineare meglio le corsie di percorrenza, allungandole così da fornire segnali più evidenti».
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