Il presidio
Cecina, all’ex Magona la Rta fantasma che nessuno vuole comprare: nodi e scenari di un maxiprogetto mai decollato
È uno dei simboli del flop della maxi operazione di recupero immobiliare, ma il tema resta fuori dai radar della politica e della campagna elettorale
CECINA. Fuori dai radar della politica. Lo è da tempo la maxi-residenza turistico alberghiera nell’area dell’ex Magona. Quattro piani per un’offerta di categoria tre stelle sviluppata su un totale di 4.380 metri quadri che già nei numeri la dice lunga. Quel complesso immobiliare alle porte della città è uno dei simboli del flop dell’operazione di recupero del sito produttivo, dove le attività sono cessate nel 1983. Non se ne parla più, neppure nel rincorrersi di visioni che caratterizzano la campagna elettorale verso le comunali dell’8 e 9 giugno. Qui è tutto incagliato. E all’orizzonte non si profilano spiragli di novità. L’unica è che la patata bollente adesso è in mano al Gruppo Illimity, la banca guidata da Corrado Passera, che con la società ArecNeprix Spa si occupa della gestione dei crediti deteriorati, dall’acquisizione fino alla miglior cessione sul mercato. Quel mercato che ad oggi pare non esserci. Tant’è che a precisa richiesta dello stato dell’arte alla Società si scopre che è tutto fermo.
La storia
Il maxi progetto immobiliare immaginato sulle ceneri dell’ex Magona è partito nel 1996. Le previsioni già rimodulate nel 2001, scontano sempre di più il peso degli anni e gli effetti di uno scenario economico e immobiliare completamente ribaltato. La visione e le ambizioni del secolo scorso sono naufragate. Nel progetto figurano oltre 180mila metri cubi di volumi già esistenti da recuperare là dove si fabbricavano i mattoni. Un comparto organizzato in otto unità di cui solo la metà è stata realizzata, con più di uno stop nel percorso. Tutto è congelato.
Il futuro
Nel quartier generale della ArecNeprix Spa nessuno si fa illusioni sul riuscire a sbrogliare a stretto giro la matassa ingarbugliatissima della la maxi-residenza turistico alberghiera. Di clienti interessati non hanno visto neppure l’ombra. A tenere lontano è anche il contesto. A chi potrebbe venire in mente di completare la Rta avendo alle spalle edifici industriali in abbandono e immobili diroccati? Negli anni scorsi dopo gli interventi di messa in sicurezza e manutenzione, la struttura è stata posta sul mercato sia tramite un’agenzia esterna che attraverso i canali telematici. L’immobile è stato presentato anche a numerosi investitori e sviluppatori locali, senza tuttavia aver raccolto alcun reale interesse. Il lungo abbandono ha richiesto anche interventi per impedire accessi impropri nell’edificio. Porte e finestre che affacciano sul piano terra sono state murate o sbarrate con inferriate provvisorie. E il colpo d’occhio contribuisce a dare la misura dello stallo. Una chiave per ripensare quei volumi potrà arrivare dalla messa a terra del piano operativo del Comune di Cecina che seguire al Piano strutturale, quest’ultimo è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana e dal 17 maggio sarà efficace.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
