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I dettagli

Cecina, emergenza bagnini: maxi offerta del Comune per trovare personale, ecco come candidarsi

di Gabriele Buffoni
Cecina, emergenza bagnini: maxi offerta del Comune per trovare personale, ecco come candidarsi

Il Comune di Cecina pronto a pagare un’alta cifra all’ora pur di trovare ragazze o ragazzi in grado di sorvegliare il litorale durante l’estate

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CECINA. Oltre 69mila euro messi a disposizione (Iva esclusa: con l’imposta si supera quota 84mila euro) per affidare il servizio di salvamento sulle spiagge libere del Comune di Cecina. Quattro postazioni per 10 ore al giorno dal 15 giugno al 15 settembre per un costo orario medio stimato in 17,19 euro per bagnino.

Un’offerta – quella presentata nell’avviso pubblico del Comune per raccogliere le manifestazioni di interesse e affidare il servizio per l’estate 2024 – che gli addetti ai lavori giudicano particolarmente allettante. Ma che è anche sintomo di una crisi dilagante nel settore: l’investimento infatti si alza (e così pure il costo medio per bagnino) perché di assistenti ai bagnanti non se ne trovano. Tant’è che nel vicino Comune di Bibbona alla proposta avanzata dall’amministrazione e dal fiduciario Fin locale Andrea Cecconi di un piano di salvamento collettivo articolato su 17 torrette (inizialmente calcolato su 22 postazioni, poi ridimensionato una prima volta) le cooperative e le imprese del settore interpellate hanno risposto con un netto rifiuto: troppo grande l’impegno per poter garantire in numero sufficiente il personale.

La proposta di Cecina
L’avviso pubblico per raccogliere le manifestazioni di interesse è stato approvato pochi giorni fa con determina del dirigente del settore affari generali per i servizi alla collettività. Le società interessate potranno presentare tramite pec la propria proposta entro le 12 di venerdì 15 marzo. L’idea da parte del Comune è di affidare il servizio di salvamento sulle spiagge libere comunali, nello specifico con l’installazione di quattro torrette dislocate alle Gorette (una nel tratto di spiaggia libera compreso tra l’ex campeggio dei francesi e il bagno Ippocampo e l’altra in quello tra i bani Delfino e Da Gigi) e sul litorale del Tombolo sud (con due torrette poste indicativamente in località Andalù). L’appalto comprende un totale di 93 giorni di lavoro con servizio da garantire dalle 9 alle 19. Con una tariffa media per bagnino di circa 17,19 euro all’ora. «È un investimento notevole – commenta Francesco Conti, amministratore della Cooperativa Acqua di Cecina che, oltre al piano di salvamento collettivo di Marina (riproposto anche per il 2024 e supportato dagli imprenditori balneari della frazione) negli ultimi anni ha spesso coperto anche l’area delle spiagge libere – considerando che in passato il costo orario era intorno ai 14,60 euro. Noi però non ci presenteremo: non ce la facciamo. Preferiamo, anche per una questione di serietà aziendale, garantire i bagnini ai piani di salvamento collettivi che già ci vedono impiegati da tempo: per servizi aggiuntivi non abbiamo più personale».
La stagione non attrae
A denunciare una situazione di crisi dilagante ci sono i numeri. «Nel 2023 avevamo oltre 40 bagnini – spiega Conti – considerando che ogni anno perdiamo circa il 25% della forza lavoro perché alcuni trovano altri impieghi o si dedicano agli studi, contavamo di perderne una decina. Invece a oggi ci troviamo in 18 con la speranza di arrivare alla stagione in 27-28. Quello che potevamo fare fino all’anno scorso non lo potremo garantire quest’anno – spiega – e dato che gli stabilimenti privati senza bagnino non possono aprire, preferiamo garantire quel tipo di servizio piuttosto che proporci per appalti sulle spiagge libere». Un crollo, questo della forza lavoro, dovuto al fatto che «la stagione non è più appetibile per il lavoratore – dichiara Conti – e ora i bagnini sono talmente pochi che si instaura una vera e propria asta a chi offre di più tra i privati. A discapito proprio di noi cooperative e imprese che nel settore del salvamento lavoriamo tutti gli anni. In prospettiva – conclude – è uno scenario molto preoccupante: lo Stato deve valutare come supportare il turismo – spiega – liberalizzando i brevetti o rendendo nuovamente conveniente fare la stagione».
Il problema dei minori
Il problema maggiore infatti «è che con la Naspi – commenta Andrea Cecconi, fiduciario Fin per la costa livornese – non si attraggono più gli adulti, che sono quelli che gli imprenditori balneari preferiscono perché possono essere impiegati a tempo pieno, diversamente dai minorenni. Basti pensare che nel 2023 ho rilasciato un centinaio di brevetti di cui oltre il 90% a minori e meno di una decina a maggiorenni. È il preludio di una crisi ancora più grave del settore che avverrà se, come sembra, sarà varata la stretta sull’abilitazione ai minori a ottenere il brevetto di salvamento. Se dal prossimo anno non si potranno rilasciare i “patentini” a chi ha meno di 18 anni – conclude – questo vuoto di assistenti ai bagnanti si farà sentire in misura ancora maggiore».

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