Il Tirreno

Sicurezza stradale

Rosignano, via alle pattuglie anti cellulare: ecco multe e vigili in borghese

di Claudia Guarino
Controlli (foto di archivio)
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Controlli (foto di archivio)

Controlli serrati contro l’uso del telefono durante la guida

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ROSIGNANO. «Non avevo alcun cellulare all’orecchio, agente». «Dice di no? Guardi che ho visto distintamente una cover rossa. Eccola lì». «Non è vero. E se mi multate faccio ricorso». Perché di fronte alla paletta della municipale c’è chi nega fino alla fine (anche l’evidenza) e chi, invece, ammette l’errore, fa mea culpa e mette mano al portafogli. Cosa che prevalentemente nei giorni del pattugliamento dedicato. Perché nel 2023 la polizia locale di Rosignano ha fatto 34 sanzioni per guida col cellulare, la maggior parte delle quali (12) durante i 18 giorni di servizio anti telefonate. Quasi una al giorno, dunque, nel periodo di monitoraggio specifico. Un servizio, questo, che è ripreso proprio ieri e che andrà avanti tutto il mese. In campo pattuglie in divisa e agenti in borghese.

Cosa si rischia

In questi giorni, dunque, in campo controlli più intensi per verificare che non si utilizzino telefono e – attenzione – nemmeno cuffie sonore mentre si è alla guida. Perché, fanno sapere dal comando della polizia municipale di Rosignano Marittimo, chi viene pizzicato col volante in una mano e il cellulare nell’altra sarà multato. La sanzione va dai 165 a 661 euro e, come di consueto, sarà ridotta se pagata entro cinque giorni dalla notifica del verbale. Poi c’è il discorso della decurtazione punti: si fa a meno cinque. E se si viene beccati al telefono per la seconda volta in due anni allora c’è la sospensione della patente da uno e tre mesi. Sanzioni, durata della sospensione e numero di punti decurtati, peraltro, aumenteranno dopo l’approvazione del nuovo codice della strada. Insomma, fare chiamate mentre si guida oltre a essere molto pericoloso costa anche caro.

Cosa si può usare

E la polizia municipale di Rosignano fa sapere che il divieto vale per tutti i conducenti. Anche per chi si mette alla guida di una bicicletta, dunque, niente telefoni o cuffie sonore. Dove per cuffie sonore si intendono gli apparecchi che coprono completamente le orecchie. È invece permesso l’utilizzo di strumenti a viva voce o con auricolare, non richiedenti per il loro funzionamento l’uso delle mani, a condizione di avere adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie. Bisogna quindi tenere un volume ragionevole. Ed è per contrastare le violazioni e, dunque, per garantire una maggiore sicurezza, che ogni anno la polizia municipale di Rosignano dedica un mese alla campagna contro l’utilizzo dei cellulari alla guida.

I numeri

Che consiste sostanzialmente nell’intensificare i controlli dedicati dedicando agenti allo scopo specifico. Lo scorso anno la campagna ha previsto 18 servizi di controllo (quindi grosso modo 18 giorni) durante i quali le pattuglie della municipale – con agenti in borghese e non – hanno multato 12 persone. Dunque gran parte di quelle annuali, considerando che nell’interno 2023 a Rosignano di multe per utilizzo di cellulare alla guida ce ne sono state 34. Per un totale di 170 punti decurtati. Contro le 19 sanzioni del 2022, quando furono decurtati 95 punti.

Le pattuglie

Il bilancio della nuova compagna si farà chiaramente a fine mese. Nel frattempo la polizia municipale si apposterà sul territorio osservando dentro gli abitacoli. Poi, individuata la presunta trasgressione, ecco “l’inseguimento” e la paletta alzata. Il tutto, con ogni probabilità, nella sorpresa e nel disappunto degli automobilisti. Qualche giorno fa, per esempio, è capitato che gli agenti abbiano notato la cover rossa di un cellulare tenuto all’orecchio da un automobilista. Il conducente dell’auto, però, una volta fermato dagli agenti ha negato tutto, facendosi spiegare come fare ricorso. Salvo poi presentarsi la mattina dopo al comando, pentito, per pagare la multa. «Scusate, in effetti ero al cellulare». A quanto sembra, comunque, generalmente le persone pizzicate al volante col telefono ammettono di essere in torto. E, talvolta dopo qualche storia, prendono il verbale e vanno a versare il dovuto. «È vero, non oppongo resistenza. Pagherò».

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