Il Tirreno

Il voto in consiglio

Caso percolato, il Comune di Rosignano non sarà parte civile nel processo

di Gabriele Buffoni
Caso percolato, il Comune di Rosignano non sarà parte civile nel processo

Respinta la mozione presentata da Lega, FdI, Rosignano nel Cuore e M5S. Le opposizioni all’attacco: «Un’assoluzione politica e preventiva del sindaco». La maggioranza: «Si vuole solo fare speculazione»

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ROSIGNANO. Il Comune di Rosignano Marittimo non si costituirà parte civile nel processo sul “caso percolato” che vede indagati sei dirigenti della società Scapigliato (gestore della discarica), la società stessa e il sindaco di Rosignano Daniele Donati. Per tutti loro la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Firenze, per mano del procuratore distrettuale Luca Tescaroli, ha presentato nel luglio 2023 la richiesta di rinvio a giudizio che sarà vagliata dal gup nell’udienza prevista il prossimo 23 aprile. Quella sarebbe stata la sede dove il Comune di Rosignano avrebbe potuto presentare la propria richiesta di costituirsi parte civile nell’eventuale processo ma la mozione – presentata dai gruppi consiliari di Lega, Fratelli d’Italia, Movimento Cinque Stelle e Rosignano nel Cuore – è stata bocciata dalla maggioranza nel consiglio comunale di ieri.

Dodici i voti contrari alla richiesta contro gli otto favorevoli (i capigruppo Claudio Marabotti, Stefano Scarascia, Mario Settino e Gaetano Barrella a cui si sono aggiunti Alessio Flammia, Elisa Becherini, Ilaria Burresi e Roberto Biasci). Assente il sindaco Daniele Donati che, visto l’argomento discusso, ha preferito lasciare la sala del consiglio «per una questione di rispetto – chiarisce il primo cittadino – così che i consiglieri potessero sentirsi liberi di votare in piena autonomia». La decisione finale del consiglio però «è una scelta che non comprendiamo – dichiara il capogruppo dei Cinque Stelle Mario Settino – anche perché abbiamo ribadito più volte che questa nostra richiesta non vuole entrare nel merito di quello che sarà il giudizio del tribunale, tant’è che abbiamo subito riaffermato la presunzione di innocenza per tutti gli indagati. Ci sembra però opportuno tutelare gli interessi dei cittadini di Rosignano Marittimo». La mozione era stata associata alla richiesta che il voto da parte dei consiglieri fosse segreto, ma la presidente del consiglio Michela Sermattei non ha ravvisato gli estremi per procedere.

Dura la reazione delle opposizioni. «È stata un’assoluzione preventiva di stampo politico in difesa del sindaco Donati – chiarisce Stefano Scarascia, capogruppo di Fratelli d’Italia – con questa decisione del consiglio, o crolla l’intero impianto accusatorio della Procura oppure il Comune si troverà tagliato fuori. Capisco che sia imbarazante per il primo cittadino, ma un atto di generosità nei confronti della comunità può essere ancora fatto». Le opposizioni infatti annunciano un forcing politico – nonostante la bocciatura della mozione presentata ieri – per convincere il sindaco «a cambiare idea e far costituire il Comune come parte civile – spiega Gaetano Barrella (Lega) – oppure a dimettersi: mancano tre mesi alle amministrative, che lasci al commissario la decisione».

Quel che è certo è che l’opposizione, attualmente, non ha i numeri in consiglio per chiedere una mozione di sfiducia. E che al momento la posizione della maggioranza appare perentoria. «Al di là dei toni pacati e suadenti ella mozione si declama un garantismo di maniera che non fa onore a quelle forze che hanno eletto questo principio come propria bandiera politica – commenta il capogruppo del Pd Daniele Cecconi – lo scopo della mozione è chiaro: si vuole insinuare il dubbio della colpevolezza degli indagati per i presunti reati che, al di là del relae accertamento di un eventuale quanto teorico danno arrecato, devono essere ancora valutate dal gup. Le attività di Scapigliato sono state svolte nell’ambito delle autorizzazioni ambientali rilasciate e sotto la sorveglianza di tutti i soggetti incaricati. Inoltre in caso di materie riguardanti gli enti pubblici o soggetti che fanno capo alla pubblica amministrazione, dopo il terzo grado di giudizio l’eventuale sentenza di condanna sarebbe inviata anche alla Corte dei Conti che è il soggetto titolato ad agire nei confronti dei condannati e in presenza di reale accertamento di danno nei confronti dell’ente e della comunità: inutile quindi – conclude – costituirsi parte civile. Si vogliono solo alimentare insinuazioni di colpevolezza con carattere di speculazione politica». Dichiarazioni che hanno generato «sconcerto per la capziosità delle argomentazioni sostenute – dichiara Claudio Marabotti (Rosignano nel Cuore) – nessuno ha insinuato la colpevolezza degli indagati né è entrato nel merito: volevamo solo fare l’interesse della comunità di Rosignano».

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