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Clima

Il mare d’inverno è diventato caldo: tre gradi in più in pochi anni

di Federica Lessi
Giovanni Pelosini durante una “doccia” invernale
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Giovanni Pelosini durante una “doccia” invernale

Giovanni Pelosini: «Acqua a 15 gradi e mezzo». Le misurazioni a Caletta e Castiglioncello

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CASTIGLIONCELLO. Se il riscaldamento del pianeta è un allarme globale, i nuotatori invernali lo sperimentano sulla loro pelle anche sulla nostra costa, constatando un innalzamento costante della temperatura in mare.

I giorni della merla

Questi sono i cosiddetti giorni della merla, cioè i giorni più freddi dell’anno. Ma già a Natale e Capodanno, per i tradizionali tuffi delle feste, l’hanno sperimentato al Quercetano i tuffatori degli “Amici del mare d’inverno” e dei “Coldboys” di Caletta, che si sono gettati nell’acqua a quindici gradi e mezzo. Un fatto mai successo prima.

12 anni di tuffi al gelo

Tra loro c’è anche Giovanni Pelosini, esperto di tarologia con studi e pubblicazioni in ambito internazionale, ma con una passione per il mare fino dall’università, essendosi laureato in biologia marina. Con altri appassionati si immerge costantemente in mare d’inverno da circa dodici anni, sfidando i brividi del gelo.

Immersioni costanti

«In realtà l’acqua si raffredda più lentamente dell’aria – spiega Pelosini per sfatare un luogo comune – e la massa marina è talmente vasta che il freddo penetra in molto più tempo, quindi se fuori ci sono quattro gradi in acqua ne possiamo trovare quattordici. E poi il corpo mantiene la temperatura costante, a contatto con un liquido più freddo ci impiega un po’ a cedere calore. Smettere di fare il bagno a ottobre è solo un effetto psicologico perché la temperatura in mare scende molto lentamente, è più bassa a marzo, e poi risale gradualmente».

L’acqua è più mite

Mentre gli appassionati si preparano al tuffo della merla in notturna perché - sottolinea Pelosini - «il bagno invernale crea dipendenza», la mitezza dell’acqua di mare nella stagione più rigida rivela un aspetto drammatico, che il riscaldamento globale ha investito rapidamente anche l’ambiente marino. «Con i gruppi di nuotatori invernali misuriamo la temperatura – prosegue Pelosini - e anche se non siamo esperti abbiamo constatato che è salita di circa tre gradi negli ultimi sette-otto anni, e quest’anno il fenomeno è più che mai evidente. Infatti nelle ultime stagioni non siamo mai scesi sotto i tredici gradi, che è una temperatura elevatissima. Una decina di anni fa potevamo trovare una temperatura intorno a dieci gradi, ricordo nove gradi un inverno del 2016 o 2017. Se questo fenomeno si fosse verificato nel giro di un secolo - sottolinea Pelosini - sarebbe stato normale, ma in pochi anni è davvero allarmante».

Emergenza ambientale

Di questa emergenza fanno le spese anche le comunità di esseri viventi che popolano l’ambiente marino. «Si osservano magari molti più esemplari ma meno specie, segno che la biodiversità è seriamente minacciata – afferma Pelosini – e gli effetti deleteri sugli ecosistemi marini investono tutti noi. Non possiamo far finta di niente ».

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