Cecina, come vanno i saldi invernali?: «Ormai sono quasi inutili». La voce dei negozianti
Lo sconcerto dei titolari delle attività del centro: «In giro non si vede nessuno». La speranza passa da nuovi ribassi dei prezzi
CECINA. Si registra una mancanza di interesse per i saldi invernali. Iniziati ufficialmente il 5 gennaio, questi sono partiti solo teoricamente, ma nella pratica non troviamo un riscontro. «Questi saldi sono piuttosto lenti - dichiara Roberto Bartoli, presidente del Ccn di Cecina -: non c’è grande interesse nei confronti dei saldi, questo è quello che la maggior parte dei commercianti mi riferisce. C’è anche qualche commerciante che ha una situazione migliore e fa quello che faceva lo scorso anno, ma per la maggior parte dei commercianti non è così; molti infatti stanno aspettando lo sbaracco proprio per dare il via alle vendite. Il problema di fondo però - continua - è proprio la mancanza di persone in giro, dimostrando proprio il poco interesse nei confronti dei saldi».
«Non c’è praticamente nessuno in giro - dichiara Sara Pantani, commessa del negozio Moma -. Siamo in un momento dove non ci sono certezze: prima ti aspettavi di lavorare il sabato, ora magari lavori in giorni in cui non ti aspetti. I primi due giorni in cui ho messo la promozione al 50% ho visto del movimento» aggiunge.
«Cosa possiamo dire di questi saldi? Che ci aspettavamo di tutto ma non di chiudere - ironizza Alessandro Martorana, titolare del Faro Rosso -. È diventato impossibile resistere: le famiglie purtroppo a causa dei rincari non hanno più soldi, come fanno a comprare, il commercio non esiste più. Anche perché - continua - ormai i nostri fornitori sono tutti chiusi e siamo costretti ad acquistare le cose da fuori. La concorrenza è altissima, quindi noi che ci stiamo a fare? Le promozioni sono già alte, dal 30 al 50%, io più di così non posso e non riesco a fare. Prima eravamo in quattro persone, adesso siamo in due e siamo troppi, perché le vendite sono scarse».
Saldi a rilento anche per quanto riguarda l’abbigliamento per bambini: «In questo momento siamo praticamente fermi - dichiara Alessia Stellati, titolare di Tipitosti -. L’aspettativa non era quella che stiamo vivendo, ma di fare dei saldi almeno in linea con lo scorso anno, invece la situazione è molto calma. C’è poca gente in giro e questo influisce sugli ingressi in negozio e di conseguenza sugli acquisti. A breve passeremo dal 30 al 50%, sperando che questo porti un po’ più di movimento».
«I saldi sono iniziati in teoria, ma a livello di piazza il pubblico non li ha recepiti - racconta Manuel Mastropasqua co-titolare del Mo’loft e de Il monello insieme a Camilla Graziani -. Abbiamo lavorato tanto fino al 31 dicembre e ora invece c’è sempre meno persone in giro. Mi aspettavo, con l’arrivo dei saldi, che le persone approfittassero delle promozioni e quindi una maggiore affluenza già dai primi giorni, invece il primo fine settimana è andato normalmente e pian piano sempre di meno. Secondo me, i saldi a gennaio stanno diventando abbastanza inutili. Ora aspettiamo febbraio- solitamente la situazione si rialza. Ovviamente dispiace perché almeno io non riesco a capire perché siamo arrivati a questa situazione. Poi la stagione è stata difficile perché ottobre era caldo e quindi è partito tutto più tardi».
«Con saldi invernali qui a Cecina lavoriamo con i clienti locali - dichiara Zoe Andrei, titolare del negozio Mart srl e Super -, e prevalentemente comprano in stagione; con lo sconto magari vengono a prendersi un pezzo in più. Chiaramente d’estate è un’altra cosa, ovviamente il giro è maggiore. Io sono contenta per il momento - continua - e poi ci sarà lo sbaracco, che non è solo una mera occasione per vendere, ma anche e soprattutto modo diverso di rivedere le clienti e instaurare con loro dei rapporti diversi. Non darei la colpa ai saldi - aggiunge - ma al cambiamento del lavoro che va a giornate: non vendiamo beni di necessità e quindi è normale che ci sia la giornata dove lavori di più e la giornata dove lavori di meno».
C’è anche chi però riconosce che i tempi siano duri, ma che ci voglia più impegno da parte della categoria: «Non c’è gente in giro e c’è meno movimento, questo è vero ed è innegabile, ma non posso non dire che sia anche un po’ colpa di noi commercianti - dichiara Michela Bini, titolare dell’omonimo negozio -. La crisi c’è, ma a volte la ingigantiamo noi con lamentele inutili e non fornendo servizi alla comunità: io sono rimasta aperta tutte le domeniche, allestisco il mio negozio con fiori e luci: è vero che ho determinati articoli e quindi non ho notato dei grandi cambiamenti rispetto lo scorso anno. Le persone hanno più spese e purtroppo sono destinate a fare maggior scelte di risparmio - continua - e noi commercianti dobbiamo investire e non pensare più solo con la logica dell’incasso giornaliero, ma sforzarsi il più possibile e darsi da fare: sarebbe proficuo per tutti iniziare a collaborare davvero insieme, decidendo i giorni di apertura e rispettandoli, nonostante l’incasso in quel giorno magari, non sia quanto atteso: l’obiettivo è essere più propositivi, come già succede in altri comuni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
