Gioco
Rosignano, una maglia biancoblù sul feretro per salutare Massimo Foschi: «Era un ragazzo d’oro»
Omaggio del Gsd Rosignano Solvay all’imprenditore morto a 58 anni
Rosignano Da ieri mattina una maglia biancoblù è sul feretro di Massimo Foschi, il conosciutissimo fisioterapista di 58 anni stroncato la mattinata di domenica da un attacco cardiaco che non gli ha lasciato scampo. L’ha portata a nome della società Ilvo Bianchi ora dirigente del Gsd Rosignano Solvay ma che nei primi anni Ottanta è stato allenatore di Massimo nelle giovanili biancoblù. I familiari hanno molto gradito come hanno apprezzato il minuto di raccoglimento dedicato alla memoria di Massimo che il Rosignano Solvay e la Portuale Livorno hanno osservato prima del match di campionato.
La tragica notizia era arrivata da pochi minuti. Il calcio e lo sport in generale, hanno avuto un ruolo importante nella vita purtroppo breve di Massimo. «Un generoso, un punto di riferimento per tutti. Incarnava bene lo spirito del capitano», spiega Ilvo Bianchi facendo riferimento alla squadra Allievi che ha diretto. «Giocava da terzino ma soprattutto da mediano e non era mai sopra le righe. Posare quella maglia è stato un gesto che ci è venuto a tutti dal cuore, per ricordare un ragazzo buono e sfortunato».
Affranto da dolore è anche Stefano Giomi. Con Massimo ha fatto tutta la trafila nelle giovanili rosignanesi. Coetanei, compagni di squadra ma soprattutto amici. «Siamo partiti negli Esordienti – dice commosso Giomi – e il nostro allenatore era Luigi Traverso. Un padre più che un tecnico. Anche i nostri genitori che sono stati dirigenti del Solvay erano molto amici. Poi con Massimo ho giocato nei Giovanissimi, negli Allievi e negli Juniores. Un gruppo di nati nel 1965, tutti con la passione per il calcio ma anche uniti perché il nostro era un gruppo vero anche fuori dal campo. Con noi c’era suo fratello Maurizio, Bitossi, Bianchi e tanti altri. Mi ricordo che Roberto Mazzanti tecnico della prima squadra fece debuttare nell’anno della vittoria nel campionato di Promozione Massimo che poi giocò in serie con Nilo Palazzoli. Successivamente Mazzanti andò a Follonica e volle con lui Massimo che in Maremma è stato almeno due stagioni. Ci ritrovammo a Rosignano in Prima categoria, con presidente Romolo Carugi. Lui era il capitano di una squadra con Bertocchi, Luciano Gronchi, Campana, il povero Merani che anche lui ci ha lasciato troppo presto. Non riesco ancora a capacitarmi – spiega Stefano Giomi – di questa tragedia. Dobbiamo fare qualcosa per ricordarlo».
Alberto Lazzerini, il decano degli allenatori locali, oltre che essere amico di famiglia ha avuto come giocatore Massimo nel Cecina in serie D. Arrivò in prestito dai cugini biancoblù. «Fu protagonista di una bella stagione, era felice di venire in rossoblù e – spiega Lazzerini - diede il suo ottimo contributo in campo come terzino a tutta fascia e nello spogliatoio dove era ben voluto e apprezzato. Era un ragazzo d’oro, riflessivo e pacato. Anche in questi anni lo incontravo in paese ed era la bellissima persona che ho sempre conosciuto. La notizia mi ha sconvolto, vedere una giovane vita stroncata così è un grande dolore».
Oggi alle 15 la cerimonia funebre nella chiesa della Santa Famiglia a Cecina.
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