Sicurezza
Rosignano, le case del Castello al freddo: si è rotta di nuovo la caldaia
A distanza di un anno stesso problema alle case popolari: «Qui ci sono persone che hanno problemi di salute, e bambini. Continuiamo a pagare, anche per i periodi in cui siamo stati al freddo»
ROSIGNANO. Ci risiamo. Un anno fa di questi tempi cominciava l’odissea di 19 famiglie, tre condomini di Casalp al Castello di Rosignano Marittimo, per molti giorni rimasti al freddo per problemi alla caldaia. Un’odissea che si è conclusa solo a metà gennaio, dopo un Natale al freddo, con la sostituzione della vecchia caldaia con una nuova e la riparazione di un guasto importante alle tubature. Una lunga battaglia raccontata dal Tirreno, che ha preso a cuore la sorte delle 19 famiglie. Con anziani e bambini costretti a stare al freddo. La cosa sembrava finalmente risolta. E invece, a quanto pare, non lo è, almeno per uno dei tre condomini. Stessa situazione dello scorso anno.
Al civico 13
La denuncia arriva dai residenti degli appartamenti al civico 13: termosifoni spenti e nessuna risposta da parte di Casalp. E proprio adesso che le previsioni annunciano l’arrivo del gelo e l’abbassamento drastico delle temperature. «I primi di novembre sono stati messi in funzione i riscaldamenti - riferisce la signora Rita, residente in uno degli appartamenti al civico 13 -. Erano ‘a bollore’, pure troppo. Tant’è che qualcuno si è lamentato del troppo caldo. Dopo 2-3 giorni di termosifoni accesi si è fermato tutto. E dal 10 novembre ad oggi siamo di nuovo al freddo, esattamente come un anno fa».
La rabbia
La frustrazione è tanta. «Nei condomini vicini funziona tutto, qui niente. Abbiamo ovviamente subito e ripetutamente chiamato l’addetto e ha dato la responsabilità ad un fantomatico temporale. Lunedì sono venuti dei tecnici e la cosa non si è risolta. Non riusciamo, neanche stavolta, ad ottenere risposte, nessuno sembra riuscire a capire quale sia il problema o comunque a trovare una soluzione per risolverlo una volta per tutte», racconta. I residenti sono sul piede di guerra e pronti a interpellare anche un avvocato.
«Qui ci sono persone che hanno problemi di salute, e bambini. Continuiamo a pagare, anche per i periodi in cui siamo stati al freddo».
Come un anno fa
Un anno fa, quando le temperature si abbassarono drasticamente, i residenti erano costretti a stare in casa con giacconi e coperte. Il termometro che segnava 10-11 gradi. Ora sembra tutto punto e a capo, nonostante la caldaia principale sia nuova. «Il problema difatti non è la caldaia che abbiamo provveduto a sostituire a inizio anno - spiega il presidente di Casalp Marcello Canovaro -. Quell'impianto purtroppo nasce 'disgraziato': la caldaia è separata dalle case da una strada e c'è anche un importante dislivello di quota. La caldaia funziona ma ci sono dei problemi di tenuta di pressione in alcune delle tubature. Sono in corso verifiche per accertare come risolvere il problema e provvederemo - rassicura - a risolvere nel più breve tempo possibile. Comprendo il disagio dei residenti, stiamo lavorando per ovviare».
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