Il presidio
Ciao Lucia, anima della Pinetina. Ha gestito per anni il ristorante: «Mia nonna era una cuoca eccezionale»
Era originaria del comune di Palaia e ha lavorato anche la Locanda di Camugliano. Tanti ricordi affettuosi dei collaboratori che ha “cresciuto”
VADA. Una persona con un carattere forte, generosa e dal cuore grande: è mancata, stroncata da una malattia, Lucia Fondelli, lasciando un grande vuoto in tutte le persone che l’hanno incontrata. Nata il 29 aprile 1953, era originaria del comune di Palaia ma «gran parte della sua vita l’ha vissuta a Vada, al ristorante La Pinetina, del quale era la titolare insieme alla famiglia Baglini - racconta Claudia Gerini, la figlia -. Ci siamo trasferiti a Vada nel 1993, quando la mia mamma aveva 40 anni; prima si era occupata delle cantine Gini a Cenaia, cantine che erano di nostro padre. La ricordo come una grande donna, che ha vissuto tutto con la sua forza, coraggio ed energia ogni giorno della sua vita e questo ha dato forza anche a me e a tutta la sua famiglia. Aveva grande energia e generosità, che ha messo nel lavoro e nella famiglia. È stata una donna meravigliosa, amata da tutti».
La Pinetina, Rossopomodoro, Maledetti toscani, la Locanda di Camugliano: sono solo alcune delle attività dove Lucia ha lasciato il suo professionale, amorevole e benevolo zampino. «Mia nonna era una cuoca eccezionale, con un carattere forte ma si è sempre fatta amare da tutti - la ricorda Asia Lanni, la nipote -. I clienti che venivano a mangiare, non dicevano si va alla Pinetina, ma si va dalla Lucia; era molto simpatica e mi ha cresciuta, perché anche la mia mamma ha lavorato tantissimo nella sua vita e io ho passato molto tempo con nonna, amavo la sua compagnia. Faceva un sacco di cose e adorava andare in giro, viaggiare - aggiunge -. Questo era mia nonna e voglio ricordarla così». Una persona attiva, una lavoratrice ed imprenditrice instancabile. «Di Lucia ci sarebbero da dire tante cose - dice Simone Cetti, amico decennale sia nella vita che nel lavoro -, era un vulcano, un’amica, una confidente, abbiamo condiviso tutto insieme, era il mio mondo. La nostra era un’amicizia più che decennale e come tutte le amicizie vere e forti, ci sono stati scontri ma era presente un bene e una stima incondizionati. Lucia non riusciva a stare ferma - la ricorda Simone - le piaceva rendersi utile ed essere parte integrante di tutto. Chiunque la incontrava una volta, aveva voglia di riaverci a che fare; aveva un carisma che ti trainava. Era impossibile non seguirla: era una vera e propria leader, giusta e corretta con tutti». Un’anima bella e buona quella di Lucia. «Sarebbero parole superflue quelle per descrivere mia mamma Lucia - racconta Fabrizio Gini, il figlio - una grande mamma, la colonna portante della famiglia matriarcale che aveva creato. Anche per me è stata un mentore nella mia carriera, per i grandi insegnamenti che mi ha dato, nel rispetto e nella bontà da porre verso le altre persone; non posso che omaggiare la sua anima».
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