Il Tirreno

L’inchiesta

Rosignano, morta nella Rsa durante l’alluvione: si attende l’ok per l’autopsia

di Gabriele Buffoni
Rosignano, morta nella Rsa durante l’alluvione: si attende l’ok per l’autopsia

Si indaga sui protocolli di sicurezza. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco l’intervento alla struttura sarebbe durato dalle 20 di giovedì fino alle 00,45

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ROSIGNANO. Ore cruciali per le indagini sulla morte di Giovanna Innocenti. La donna di 83 anni era ospite della Rsa Il Molino di Castelnuovo della Misericordia, nel comune di Rosignano Marittimo, quando nella notte di giovedì – mentre sul territorio rosignanese infuriava il maltempo – è rimasta sommersa dall’ondata di piena che dal Botro della Sanguigna ha invaso il piano terra della struttura facendole crollare addosso un armadio che l’ha spinta sotto il livello dell’acqua e del fango.

Sembrerebbe questa l’ipotesi più accreditata per giustificare la morte dell’anziana ospite della residenza, da oltre trent’anni fondata e gestita dalla cooperativa La Rondine. Ma finché non sarà disposta l’autopsia tutte le ipotesi restano valide, compresa quella di un malore improvviso e fatale prima che l’ondata la sommergesse definitivamente. Un esame che la Procura di Livorno predisporrà, presumibilmente, quanto prima sul corpo della 83enne. Non appena il pm Massimo Mannucci (incaricato del caso) avrà in mano tutti gli elementi di indagine utili per aprire un fascicolo d’inchiesta ufficiale. Al momento infatti alla famiglia della vittima – in attesa del nulla osta per poter celebrare i funerali – non è stata notificata alcuna novità relativa alla salma dell’anziana, che resta a disposizione dell’autorità giudiziaria: saranno i due figli della donna infatti i primi a dover essere informati della decisione della Procura per poter eventualmente presentare un proprio consulente di parte. Così come lo saranno gli eventuali indagati nell’inchiesta.


Per adesso invece sta proseguendo a pieno ritmo il lavoro di indagine da parte dei carabinieri di Livorno e della compagnia di Cecina. L’edificio della Rsa Il Molino – che in base a quanto dichiarato dal sindaco di Rosignano Daniele Donati era stato oggetto di verifica da parte della commissione multidisciplinare dell’Asl ed era stato regolarmente autorizzato al servizio – rimane quindi sotto sequestro: i sigilli saranno tolti solo al termine degli accertamenti. Controlli che sono proseguiti anche nella giornata di ieri e che si stanno concentrando sui protocolli di sicurezza che nella tragica notte di giovedì scorso sono stati attivati e sul rispetto delle norme di sicurezza previste nella Rsa. Non solo: sotto la lente della Procura ci sono anche i tempi e le modalità dell’intervento di evacuazione.

Su quanto accaduto nei giorni scorsi si era espresso il comando provinciale dei vigili del fuoco di Livorno che aveva tentato di fare maggiore chiarezza: erano stati loro infatti tra i primi a intervenire sul posto, intorno alle 20, rispondendo alla richiesta di aiuto da parte del personale presente in quel momento nella residenza dopo la prima ondata di piena del Botro della Sanguigna (che aveva allagato per svariati centimetri il piano terra dove erano presenti una dozzina di ospiti). Le due squadre di vigili del fuoco – complessivamente in 10 uomini – insieme a una pattuglia di carabinieri e ai volontari della protezione civile della Pubblica Assistenza di Rosignano sono rimasti sul posto fino alle 00,45 di venerdì per coordinare i soccorsi dei 21 anziani tratti in salvo, con le operazioni di trattamento sanitario e trasporto avviate solo dalle 21,30 (per quanto la richiesta di mezzi sia stata inoltrata fin dalle 19,30). Per la 83enne di Livorno invece non c’è stato niente da fare: la seconda ondata che ha sorpreso anche i soccorritori per lei è risultata fatale.

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