Il Tirreno

Lutto

Ciao Ortelia, staffetta partigiana e regina dei “frati”

Ciao Ortelia, staffetta partigiana e regina dei “frati”

È morta a 102 anni, era un simbolo della comunità di Rosignano dove nel 1991 aveva fondato l’Auser

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ROSIGNANO. La comunità di Rosignano Marittimo piange la scomparsa di Ortelia Castellani, che a breve avrebbe compiuto 102 anni e che nonostante l'età è rimasta lucida fino in fondo.

Nata il 4 novembre 1921, la signora Ortelia è stata una staffetta partigiana e per tutta la vita si è adoperata per il bene della comunità, partecipando attivamente alla vita democratica del nostro territorio, svolgendo attività di volontariato e impegnandosi a tramandare i principi costituzionali e la memoria storica ai ragazzi delle scuole.

Due anni fa, in occasione del suo centesimo compleanno, il sindaco Daniele Donati si mise in contatto con il Quirinale per farle arrivare una speciale lettera di auguri dal presidente della repubblica Sergio Mattarella. Un gesto che Ortelia apprezzò particolarmente. Una donna forte, alla quale tutti hanno voluto bene e che adesso lascia un vuoto in ognuno di noi. Il sindaco Donati, a nome dell'amministrazione comunale, ha inviato un telegramma di cordoglio alla famiglia

Staffetta partigiana, volontaria per passione, Ortelia Castellani ha fondato l’Auser a Rosignano nel 1991, sempre presente per la sua comunità, dalla parrocchia alle feste dell’Unità. E sempre con il suo bel sorriso. Famosa anche per la ricetta dei frati "più buoni" agli stand della Festa dell’Unità.

Dopo l’articolo che le dedicò Il Tirreno per i suoi cento anni, è arrivata anche la tv nazionale. A salutarla Memo Remigi: con lei, in salotto, c’erano il figlio Claudio Guglielmi e la moglie Niccoletta Rossi, la collaboratrice domestica Neli Anghel e l’amica del cuore Tamara Arrighi, volontaria attiva, come lei, all’associazione Auser.

Ortelia era una vera istituzione a Rosignano, «per il suo apporto nel volontariato e nel sociale, per il suo passato di staffetta partigiana e per il suo impegno assolutamente trasversale nelle opere della parrocchia e alle feste dell’Unità dove era conosciuta come la nonnina dei frati», ricorda il presidente dell’Auser Mauro Cusmai.

Ortelia per sua scelta viveva da sola nella sua casa, assistita da una badante e dall’affetto della sua famiglia e dei tanti amici che le sono sempre stati vicini.  

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