Il presidio
Castiglioncello, la riscoperta turistica autonoma di Villa Godilonda. Fu una meta amata da D’Annunzio
Su internet ragazzi e adulti organizzano escursioni
CASTIGLIONCELLO. “Hotel abbandonato - Castiglioncello”: la descrizione viaggia in Rete, dove si danno appuntamento gli esploratori urbani. Le coordinate conducono dritto alla scogliera a picco sul mare dell’ex hotel Godilonda, già villa Bulgari amata da D’Annunzio che la ribattezzò Godilonda dopo una notte d’amore. «L'onda si spezza, precipita nel cavo del solco sonora; spumeggia, biancheggia, s'infiora, odora...», scriveva il poeta nell’Alcyone. Leggenda, storia, turismo, degrado, meta turistica. Dal 1902, anno della costruzione, villa Godilonda è abbandonata in mezzo a rifiuti, giacigli improvvisati e scritte gotiche dal 2007. Ma mentre infuria la polemica sul suo (im)possibile recupero - se ne è discusso anche nell’ultimo consiglio comunale a Rosignano - villa Godilonda, dal 2006 proprietà di magnati russi, è diventata una star delle esplorazioni urbane, più conosciute come urbex. Esploratori e fotografi rispettosi di dimore storiche abbandonate.
Gruppi di ragazzi, famiglie, turisti si danno appuntamento on line per andare a scoprire la villa. Non è proprio una dimora storica abbandonata, villa Godilonda, non ha infatti tutti i requisiti per essere una tappa tradizionale delle esplorazioni urbane: non ha arredi, non ha una storia per così dire troppo antica. Ma la sua origine e la sua fama ne fanno una star di esploratori turistici. Su internet compaiono resoconti, reportage fotografici, video e foto di gruppo che immortalano gli speciali visitatori. Attenzione: è importante e doveroso chiarire che gli urbex non sono vandali, anzi al contrario seguono la regola aurea di conservare e mantenere nel massimo rispetto le condizioni in cui si trova la dimora storica esplorata.
«Come la polena sulla prua di un galeone - scrive una visitatrice - così appare dall’alto l’hotel, deve il suo nome a Gabriele D’Annunzio che lo coniò durante uno dei suoi numerosi soggiorni e lo definì “paradiso ozioso ed edonistico”. Il Vate aveva proprio ragione: questo è un assoluto paradiso anche se per qualche anno ha vissuto l’inferno del totale abbandono, della devastazione e del degrado più assoluto. Dopo la sua chiusura, è stato per un periodo covo di senzatetto, vandali, tossici e via dicendo che comunque si sono goduti una delle più belle viste in assoluto che questo pezzo di costa possa offrire. Nel 2015 è stato venduto a una società russa che lo ha ripulito e messo in parte in sicurezza nell’attesa di farlo tornare di nuovo a navigare. Nelle sue suites vuote restano dei magnifici graffiti che dialogano con il vento e sussurrano con il mare».
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