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Ex Casone Ugolino l’immobile è all’asta si cercano compratori
Primi tre tentativi a vuoto: dimezzato il prezzo
CASTAGNETO. Si fatica a voltare pagina all’ex Casone Ugolino. Doveva essere la risposta italiana alla Cité du vin di Bordeaux. Il Musem, Museo multimediale e sensoriale del vino di Castagneto Carducci aperto nel 2017, invece è già storia passata. Il complesso immobiliare è finito all’asta, è del 2021 la procedura di esecuzione immobiliare. Ma nessuno si è fatto avanti per acquistare il maxi-complesso immobiliare. Il primo tentativo di vendita a dicembre del 2022 è andato a vuoto. Da una base d’asta di 5,7 milioni, a fronte di una stima del valore di mercato di 6, 4 milioni, siamo arrivati al quarto incanto scendendo a 2.534.219 milioni ma la soglia dell’offerta minima ammessa è di 1,9 milioni. C’è tempo fino al 12 dicembre per presentare un’offerta.
L’asta, dal giorno successivo, si svolgerà in modalità telematica asincrona. Resta in sospeso il futuro di quella che doveva essere la World Wine Town. Progetto che ha reso forma nell’arco di un decennio dando una prospettiva all’ex Casone Ugolino, ex fattoria sulla strada che da Donoratico sale verso Castagneto. All’interno del Musem oltre 70 installazioni sensoriali, olografiche e interattive per meglio conoscere e scoprire le realtà storiche di Bolgheri e della Costa Toscana. Un’operazione a tuttotondo: tra storia, promozione del territorio e accoglienza turistica. Il tutto puntando a inserirsi nel turismo del cibo e del vino.
Dei percorsi immersivi, in stile cinematografico, firmati dallo lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti, per esplorare e immergersi nelle varie epoche del vino non c’è più traccia. Le sale sono oramai vuote da tempo. È sfumata così la visione coltivata per anni da Franco Malenotti, imprenditore con radici castagnetane, ex patron e artefice del rilancio del marchio di moda Belstaff, che con la sua famiglia ha fatto risorgere anche Matchless London, storica griffe britannica di motociclette. Un investimento nell’ordine dei 10 milioni di euro di cui buona parte attraverso affidamenti bancari, che si è sviluppato nell’arco di un decennio. Solo nel 2015 sono state aperte la pizzeria, le camere e gli appartamenti. L’anno successivo il cosiddetto Mercato del borgo, che si proponeva di affermare un nuovo concetto di ristorazione con isole del gusto. E sempre nel 2016 il centro congressi e di formazione. Cifre e ambizioni hanno dovuto fare conti con la realtà. E così si arriva all’esecuzione immobiliare in scia alla procedura aperta nel 2021 e che a giugno 2022 si è conclusa con la messa all’asta dell’ex Casone Ugolino.
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