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Ospedale unico delle Valli Etrusche: progetto condiviso da sedici sindaci
Sandra Scarpellini, presidente della Società della salute, parla della bozza
CECINA. «E’ un risultato importante, decisivo, che 16 sindaci siano riusciti a condividere la bozza del progetto di ospedale unico delle Valli Etrusche, al di là delle appartenenze politiche e delle divisioni, ma uniti dalla volontà di garantire servizi sanitari a questo territorio e consapevoli che la strada dell’ospedale unico è ad oggi l’unica percorribile».
La presidente della Società della Salute Sandra Scarpellini tiene a sottolineare quanto l’approvazione di questo documento sia un passaggio fondamentale per ottenere progettualità e soprattutto per non far sì che tutto questo resti sulla carta.
«Solo in questo modo potremo avere ospedali di primo livello e non due ospedali di base. Come Società della Salute abbiamo coordinato il percorso, portato avanti da tutti i sindaci che hanno dato il loro contributo ma in primis dai due sindaci dei comuni che hanno gli ospedali, quindi Piombino e Cecina».
Poco prima dell’estate l’Azienda Usl Nord Ovest aveva presentato il proprio progetto ai sindaci che, per la prima volta, avevano all’unanimità confermato la strada dell’ospedale unico, ma si erano presi del tempo per avanzare le proprie controproposte. «Ora il documento è pronto e condiviso, andrà in assemblea e ne seguiranno i dovuti incontri con Azienda Usl e Regione per l’accordo di programma: sarà vincolante». Quello che conta adesso è che non si tratti dell’ennesimo pezzo di carta che resta inattuato. «Capisco che la cittadinanza sia stanca di promesse e che voglia garanzie di servizi. Ma questo passaggio è fondamentale per consentirci di pretendere risorse, servizi e anche tempistiche scandite» ribadisce la presidente della SdS che lo scorso gennaio nel corso del consiglio comunale straordinario sulla sanità e sull’ospedale di Cecina aveva chiesto con forza che i sindaci, tutti, lavorassero in modo costruttivo all’unione dei due ospedali. «E lo abbiamo fatto. Siamo arrivati a una proposta equilibrata, con un sistema di reti importante, che tenga conto della stagionalità del nostro bacino di utenza». Innanzitutto i numeri: il decreto Balduzzi fissa a 150mila abitanti il limite per l’ospedale di primo livello, ma le Valli Etrusche, al netto delle presenze estive, non li raggiungono. Nel piano quindi rientra anche l’isola d’Elba: l’ospedale unico avrà quindi due presidi e un ospedale dipartimentale, quello di Portoferraio. Tra i punti fermi ci sono l’Unità Complessa di Cardiologia, le due di Anestesia e Rianimazione, ma anche di Oncologia, il lavoro da portare avanti sull’area materno-infantile soprattutto sul pre e post parto a Piombino. «Ringrazio tutti i sindaci e i loro assessori per il contributo dato e confido che presto si chiuda questa partita e si possa passare a lavorare concretamente su una sanità territoriale che è a pezzi. E ci sono progetti che devono partire a breve, anche indipendentemente dall’ospedale unico: penso al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura SPDC a Piombino che aspettiamo da tempo, la ristrutturazione del Pronto Soccorso di Piombino e l’ampliamento di quello di Cecina».
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