Il presidio
Cecina in lacrime per l’infermiera Carla: «Era la nostra “leonessa” sorridente»
Carla Lucchesi è scomparsa a 55 anni. Al lavoro la chiamavamo appunto “la leonessa” perché nonostante la malattia non ha mai mollato
CECINA. È scomparsa ieri dopo una lunga malattia Carla Lucchesi, infermiera cecinese di 55 anni. Ha lavorato a lungo nel reparto di terapia intensiva cardiologica dell’ospedale di Cecina prima di dover passare (per motivi legati alla sua salute) al centro trasfusionale e infine agli ambulatori di cardiologia.
Da quando la notizia della sua morte ha iniziato a circolare molte sono state le manifestazioni di affetto e cordoglio per la sua famiglia. Perché tutti, dagli amici ai colleghi di lavoro, la ricordano come una donna splendida e amante della vita. «Aveva un sorriso splendido – la ricorda la collega Nicoletta Bosio – con lei ho lavorato solo negli ultimi tre anni ma era impossibile non stringerci amicizia. Al lavoro la chiamavamo “la leonessa” perché nonostante la malattia non ha mai mollato. Anzi – racconta la collega – riusciva sempre a trasmettere positività, sia a noi colleghe che ai pazienti in cura. Appena si riprendeva dalle cure tornava a lavorare con il suo solito spirito. Per me era un’amica impareggiabile, ancor più che una collega».
A ricordarla anche il dottor Claudio Marabotti, ex cardiologo (oggi in pensione) dell’ospedale cecinese. «Carla era una persona unica – racconta – mi ricordo che circa 15 anni fa, durante un turno di notte in ospedale, si ricoverò un paziente piuttosto giovane colpito da un infarto. All'improvviso peggiorò drasticamente, il cuore si fermò. Lo rianimammo, ma durò poco e più e più volte abbiamo dovuto ricorrere allo shock elettrico per rianimarlo. Quella notte era di turno Carla: rimase sempre accanto al defibrillatore, le piastre adesive posizionate sul torace, e mi guardava attraverso il vetro della terapia intensiva per avere il mio assenso a un'altra scarica. Sempre precisa e positiva, senza mai dare segni di nervosismo o di scoraggiamento. Alla fine riuscimmo a salvarlo – spiega – e dopo alcuni mesi, riparlandone, Carla si ricordava il nome e gli telefonammo: era vivo, era con la sua famiglia. Non potrò mai dimenticare la stupenda persona e l'ottima compagna di lavoro che è stata Carla».
Fuori dalle mura dell’ospedale però Carla, da cecinese doc, era anche un’appassionata della Targa Cecina. «Nel nostro ambiente era conosciuta e amata da tutti – la ricorda commosso Gianni Spinetti, presidente del Rione Ponte – era un punto di riferimento, una donna con una passione inestinguibile e un’energia positiva unica. Con lei avevo già collaborato quando entrambi eravamo nel Rione Centro, poi in tempi diversi siamo passati al Ponte e quando sono diventato presidente l’ho voluta nel nostro direttivo. Finché la malattia gliel’ha permesso ha sempre sfilato e ci ha aiutato con carro e costumi, portando la sua allegria in ogni ambito. Lascia un vuoto incolmabile».
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