Il Tirreno

Il recupero

Le torri di Vada e Castiglioncello da luoghi di degrado a musei

Le torri di Vada e Castiglioncello da luoghi di degrado a musei

Approvati dalla giunta comunale i progetti preliminari: il Comune cerca finanziamenti, servibi oltre 1,8 milioni di euro

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Le due torri trasformate in due musei. È questo il piano del Comune di Rosignano Marittimo per riqualificare e rilanciare i due monumenti-simbolo delle frazioni di Vada e Castiglioncello. Due luoghi – la torre di avvistamento sulla marina vadese e la torre medicea di Castiglioncello – che vertono in uno stato di sostanziale abbandono e degrado. E che in questo modo potrebbero vivere una sorta di rinascita. Almeno sotto il profilo sociale e culturale.

I progetti d’altro canto sono già pronti e approvati – in via preliminare – dalla giunta comunale rosignanese. Un primo passo formale ma anche concreto che apre la fase successiva: quella, fondamentale, della ricerca di finanziamenti per portare quanto elaborato su carta dall’ingegnere progettista Francesca Ranucci (a cui è stato affidato l’incarico di redigere i due progetti di fattbilità tecnica ed economica) a diventare realtà. La cifra necessaria a completare entrambi i piani di recupero e rifunzionalizzazione delle strutture non è infatti di poco conto: oltre 1,8 milioni di euro, per la precisione poco più di 1,2 milioni di euro per la torre di avvistamento in via Di Marina a Vada e oltre 631mila euro per la torre medicea di Castiglioncello.

L’intervento alla torre di Vada (risalente alla fine del XIII secolo) deve affrontare sicuramente difficoltà maggiori per poter essere realizzato. Intanto perché il suo stato di conservazione è peggiore rispetto alla struttura di Castiglioncello, con i cinque piani del faro che risultano particolarmente degradati sia all’esterno (con diverse aree che presentano distacco dell’intonaco) che all’interno. Inoltre l’immobile «è di proprietà del Demanio – spiega il sindaco di Rosignano Daniele Donati – e su di esso già pensavamo di attuare un progetto di federalismo culturale che avrebbe comportato la sua acquisizione alla luce di un piano che garantisse la sua ristrutturazione e un utilizzo a carattere museale che andasse a coprire le spese. Questo però risulta uno scenario inverosimile – ammette – per cui, con il progetto oggi approvato sul nostro tavolo, abbiamo intanto chiesto il rinnovo della concessione al Demanio per avere a disposizione lo spazio esterno del parco da utilizzare per eventi culturali e di intrattenimento, e intanto ci siamo messi alla ricerca di finanziamenti per intercettare bandi pubblici o fondi di altro genere per finanziare comunque i lavori. A cominciare – chiarisce – da quelli più urgenti che riguardano la parte strutturale della torre e che ci permetterà di utilizzarla intanto come locale di servizio».

La torre medicea di Castiglioncello è invece già parte del patrimonio immobiliare del Comune. E alla luce dei vari interventi manutentivi eseguiti nel corso degli anni risulta anche in uno stato di conservazione migliore (tanto che la spesa prevista nel progetto di riqualificazione a museo risulta circa la metà). Gli interventi in questo caso si concentrerebbero sul ripristino di alcune aree in muratura e della scala in pietra di accesso, sul restauro di porte e infissi prevalentemente in legno e sull’installazione di impianti idrici, termici ed elettrici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino