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Sicurezza

Spiagge bianche, dopo la morte del 46enne è allarme bagnini: «Necessarie 3-4 postazioni in più»

di Gabriele Buffoni
Spiagge bianche, dopo la morte del 46enne è allarme bagnini: «Necessarie 3-4 postazioni in più»

La foce del Fine e il Lillatro le zone più compromesse con una torretta ciascuna

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ROSIGNANO. Alle Spiagge bianche servirebbero «almeno 3-4 postazioni in più per i bagnini: basterebbe questo per garantire una sicurezza più completa su quell’area di litorale dove, altrimenti, i nostri ragazzi si ritrovano perlopiù da soli a dover far fronte alle emergenze». A parlare è Federico Panariello, referente nell’area costiera rosignanese per la Virtus Buonconvento (la società che si è aggiudicata il bando del Comune di Rosignano per il servizio di salvamento su alcuni tratti di spiaggia).

Parole che di fatto confermano quanto già denunciato dal responsabile della Federazione Italiana Nuoto Andrea Cecconi in seguito all’ultimo, tragico episodio di due giorni fa. Quando un turista 46enne moldavo è annegato (probabilmente in seguito ad un malore) di fronte ai propri familiari: l’unico bagnino presente ha fatto il possibile per salvare le diverse persone in difficoltà in acqua in quel momento – a cominciare dalla figlia dell’uomo – ma quando ha nuovamente raggiunto il 46enne per trascinarlo a riva era già troppo tardi.

Il nocciolo del problema

Il nodo principale da sciogliere è che i bagnini, almeno in alcuni tratti di costa, sono troppo pochi per garantire un controllo adeguato dei bagnanti in mare. Specialmente alle Spiagge bianche, dove la pericolosità per chi fa il bagno è elevata ma le “canotte rosse” si contano sulle dita di una mano. La particolarità di queste zone di mare è infatti «il formarsi di canali di correnti piuttosto forti e conseguentemente di buche profonde – spiega Panariello – chi ci si imbatte è spesso vinto dal panico e tenta di nuotare subito verso riva, finendo per essere sopraffatto. Quello che andrebbe fatto è invece nuotare lateralmente per uscire dal canale oppure lasciarsi trasportare più a largo, restando a galla, fino all’indebolirsi della spinta delle correnti marine. Ma in un momento di paura spesso non si riesce a mantenere la giusta lucidità». Proprio per questo «abbiamo chiesto al Comune di installare una cartellonistica speciale che metta in allerta i bagnanti e spieghi cosa fare in situazioni di pericolo: un consiglio che l’amministrazione ha raccolto, tanto che già dalla scorsa stagione sono presenti in tutta l’area».

È comunque in questi casi che la figura del bagnino risulta quanto mai essenziale. Eppure «alla foce del Fine (dove è avvenuta la morte del 46enne moldavo, nda) e al Lillatro ci sono solo due torrette, una per ciascuna zona. Di fatto i nostri bagnini si ritrovano da soli – ammette Panariello – mentre al Galafone, ad esempio, la situazione è diversa perché le due torrette presenti sono vicine. E quando partirà il Punto Azzurro la società che si è aggiudicata il bando dovrà predisporne altre due».

Questione di spesa

La disposizione delle postazioni di salvamento è però stabilita dal bando di gara. Che viene a sua volta pubblicato dall’ente di competenza, in questo caso il Comune di Rosignano Marittimo. «Partendo dal fatto che sulle spiagge libere non c’è l’obbligo di garantire il bagnino – chiarisce il sindaco Daniele Donati – è impensabile dover prevedere una postazione ogni 80 metri di costa, come riporterebbero le linee guida nei piani di salvamento collettivi, quando ci si trova con un litorale di quasi 20 chilometri: la spesa è insostenibile per qualunque ente. In alcune aree, come alla spiaggia del Quercetano, la presenza di concessionari privati ha permesso di stilare un piano di salvamento collettivo. Ma alle Spiagge bianche questo non è possibile».

Così da parte dell’amministrazione si è cercato di rimediare in altro modo. «Intanto già dalla scorsa stagione anche chi lavora come noleggio di attrezzature balneari sulle spiagge libere deve garantire il servizio di salvamento in mare – spiega il primo cittadino – in più quest’anno abbiamo predisposto un ulteriore servizio, che partirà dal 15 luglio e finirà a Ferragosto: si tratta di una postazione in convenzione con i vigili del fuoco che sarà attiva ogni fine settimana al Lillatro. Lì ci sarà una postazione con le moto d’acqua per il pronto intervento insieme a un punto di soccorso garantito dalla Pubblica Assistenza di Rosignano. In questo modo – conclude Donati – speriamo di garantire presidi di sicurezza in più per chi frequenta il nostro litorale».


 

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