Sicurezza
Annega per salvare la figlia a 46 anni alle Spiagge bianche, il bagnino: «Erano in difficoltà ma non c’era più niente da fare»
Vani i tentativi di rianimare l’uomo, un 46enne moldavo in vacanza
VADA. Hanno tentato il tutto per tutto per rianimarlo. Prima Lorenzo Mochi, il 29enne bagnino della Virtus Buonconvento (la società che si occupa dell’assistenza ai bagnanti in alcuni tratti delle Spiagge Bianche a Vada) che in quel momento stava controllando quel tratto di litorale, a un centinaio di metri a nord dalla foce del fiume Fine. Poi i soccorritori della Pubblica Assistenza di Rosignano Marittimo. Ma ogni tentativo di salvare la vita di un 46enne di origini moldave è stato vano. L’uomo era un turista, in vacanza sul litorale vadese con la famiglia composta dalla moglie, dai due figli e dalla sorella. Che non hanno potuto far altro che assistere impotenti all’intervento dei sanitari fino a quando la tragedia non si è compiuta in tutta la sua drammaticità.
Mancano una manciata di minuti alle 13. La famiglia moldava è tutta in acqua, nonostante il mare piuttosto mosso (tanto che la bandiera rossa è ben esposta sul litorale). Il 46enne, insieme alla sorella e al figlio, è in acqua dove ancora si tocca. Secondo le prime ricostruzioni della guardia costiera (che ieri ha ascoltato le testimonianze dei presenti) moglie e figlia si allontanano un po’ di più dalla riva. E le correnti “di ritorno” – quelle che spingono al largo i bagnanti – hanno la meglio. Specialmente sulla figlia dell’uomo, ancora minorenne. Il 46enne allora (nonostante qualche dolore al petto che sembra lamentasse fin dal mattino) si lancia per soccorrerla. Nel frattempo, in suo aiuto si precipita a nuoto anche Mochi, che dalla sua torretta ha notato la ragazza in difficoltà. «Ho visto che erano in pericolo e mi sono fiondato – racconta – ho raggiunto il punto dove si trovavano e per prima ho portato a riva la ragazzina. Poi sono subito tornato in acqua per raggiungere lui: è corso in acqua anche un altro bagnante, per cercare di darmi una mano, ma quando l’ho raggiunto era già riverso nell’acqua, pallido e privo di sensi. L’abbiamo ricondotto a riva e ho subito iniziato a fargli il massaggio cardiaco e le manovre di rianimazione, chiedendo che nel frattempo venisse allertata l’ambulanza». Tutto inutile. Così come inutile si rivela l’intervento dei volontari della Pubblica Assistenza di Rosignano che per diversi minuti, sotto lo sguardo attonito dei figli dell’uomo e del resto della sua famiglia, cercano in tutti i modi di salvargli la vita. Il medico, dopo diversi minuti di manovre rianimatorie senza risposta da parte del 46enne, non può far altro che constatare il decesso del turista moldavo. Sul posto intanto arriva anche la guardia costiera di Vada che inizia a raccogliere le testimonianze del bagnino e dei presenti sulla spiaggia per cercare di ricostruire la dinamica e far luce su quanto accaduto. Per i militari non si esclude alcuna ipotesi, anche se la più probabile sembra essere quella di un malore improvviso mentre era in acqua che ha poi causato l’annegamento.
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